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Abate Alberto
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Abbaci Abdel Akim
Algeria

Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Accardi Carla
La sistematica ricerca ed esaltazione del segno-colore connota da oltre mezzo secolo la personalità artistica di Carla Accardi (Trapani 1924) , fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Dal 1946 a Roma, la giovane siciliana si impose presto all’attenzione dei maggiori critici come uno dei protagonisti del gruppo "Forma" (1947), con Sanfilippo (suo marito), Dorazio, Perilli, Consagra, Turcato.
Adami Valerio
Bologna 17.3.1935
Agnetti Vincenzo
Milano 14.09.1926
idem 01.09.1981
Ajmone Giuseppe Visita la sua galleria virtuale
Carpignano Sesia 17.2.1923
Al Amer Sahar
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Alberti Raphael
Cadice 1902

Espone alla Grafica Campioli nel 1988
disponibile:  volume rilegato in pelle con 19 incisioni originali XXIV/CLXXX FORMATO 30X40  "Romancero Gitano" di Federico Garcia Lorca Edizioni FILIGRANA Sociedad Anonima De Ediciones Limitadas Madrid-Barcelona
Alecci Fabio Maria
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Alechinsky Pierre
Espone alla Grafica Campioli nel 2001
Alinari Luca
Firenze 27.10.1943
Allegretti Luiz
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Altieri Pasquale
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Alvarez Josè Maria
E' presente alla Grafica Campioli con le "Parole Contate"
Amato Serafino
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Amigoni Taddio Germana
Sesto San Giovanni 3.10.1941
Via dei Giornalisti 40 RM
0635401500 - 3390320779
Angelani Paolo
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI
Paolo Angelani nasce a Monterotondo il 15 agosto 1930. Fin da bambino manifesta predisposizione e interesse per il disegno. Nel 1945 si iscrive all'istituto d'Arte. Di tale periodo rimane copia a matita de "L'aurora" di Guido Reni.
Nel 1947 frequenta l'Accademia di San Luca dove esegue i primi disegni di nudo. Appaiono i primi acquarelli e una tempera di impostazione cubista. Nel 1948 profonda traccia lascia in lui il viaggio a Venezia, per visitare la Biennale d'Arte.
Espone alla Grafica Campioli nel 1984 - 1985
Disponibile:
Fotolitographia e incisioni varie  formato 35x50.

Cataloghi

Nel 1945 si iscrive all'Istituto d'Arte. Di tale periodo rimane copia a matita de "L'Aurora" di Guido Reni.  Nel 1947 frequenta l'Accademia di San Luca dove esegue i primi disegni di nudo. Appaiono i primi acquarelli e una tempera di impostazione cubista. Nel 1948 profonda traccia lascia in lui il viaggio a Venezia, per visitare la Biennale d'Arte. Nel 1949 esperimenta la china, usa molto l'inchiostro a macchia color seppia. De "L'occupazione delle terre" che rievoca le lotte contadine dell'epoca cui aveva preso parte, e per questo aveva fatto anche 21 giorni di prigione, rimane soltanto il bozzetto (in tecnica mista), essendo il quadro andato perduto. Diventa amico del pitore Ziveri, suo maestro. Nel 1950 si fanno più frequenti i disegni di influenza cubista.  Consegue, con l'anticipo di un anno, il diploma di maestro d'arte e si iscrive all?accademia di Belle Arti in Roma. Maggior interesse sembra rivolto al cubismo, anche se in vari schizzi e studi comincia a trasparire un richiamo per la tendenza neorealistica. Nel 1952 esordisce con una mostra personale a Monterotondo, seguita da intensa partecipazione popolare, trattandosi della prima manifestazione del genere nella cittadina laziale. Vengono esposte oltre 250 opere. I disegni sono, per la maggior parte, ritratti dal vero di congiunti, amici, conoscenti, contadini. Abbandona il cubismo. Nella "Strage" (ispirato alla fucilazione del patriota greco Beloyannis che evoca in lui il tema della fucilazione dipinta da Goya) esplode tutta la ripugnanza verso la guerra e ogni forma di repressione della libertà e degli ideali di giustizia. Nel gennaio del 1953 partecipa. a Livorno, alle Olimpiadi culturali della gioventù inaugurate da Guttuso, che già conosce dall'Accademia. Affronta esperienze nuove, eseguendo disegni e quadri nelle campagne di Pomarance e nelle boracifere di Lardarello. Scrive articoli e esegue disegni pubblicati, poi, sulla rivista "Incontri oggi". E' il periodo del grande fervore pittorico neorealista. Intraprende studi sulla tecnica della puntasecca. Modella, in argilla, alcuni ritratti. Ha frequenti contatti con il pittore Sandro Mirabella. Insieme si recanoa dipingere contadini e paesaggi, a Monterotondo. Nel mese di marzo partecipa, con il quadro "Case", alla prima mostra d'arte del Lazio, tenuutasi nella Galleria di Roma, in Via Sicilia. Nel 1954 conosce tarcisio Bedini, che diventerà assistente di pittura di Oppo e molta importanza avrà nella sua vita. Insieme, in lambretta, vanno alla ricerca dei paesaggi da ritrarre nei dintorni di Monterotondo e sul Tevere, in particolare. Di un altro suo viaggio a Venezia rimane uno scorcio di Piazza San Marco. Il 20 dicembre espone nel giardino di Raffaello e della Fornarina da "Romolo" a Porta Settimiana in Trastevere, in una collettiva con Tarcisio Bedini e Carlo Mariani. Nel 1955 viene ammesso ad esporre (un paesaggio) alla VII Quadriennale Nazionale dìArte di Roma, al Palazzo delle Esposizioniu. Realizza "La fornace" e un omaggio a Coubert, ispirato ad un quadro raffigurante una marina. Il 1956 è l'anno in cui consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti ndi Roma e della mostra personale alla Galleria "Il Pincio" di Roma, presentato da Alberto Ziveri. Particolare considerazione merita un nudo di donna, dipinto a cui arriva dopo una lunga serie di disegni. Nel 1957 è chiamato a prestare servizio militare. Torna, numerosa, la produzione di disegni, che si possono dividere, a seconda dei soggetti, in tre tipi: una, avente per oggetto figure ispirate alle opere del Tintoretto, un'altra ai giocatori di biliardo, ed una terza - la più importante e conosciuta - alle osterie. A Natale, in una lettera, scrive di aver visto una mostra degli espressionisti tedeschi, dice di sentire una stretta parentela con quel mondo e, in particolare, con Nolde.  Il ritorno alla vita civile, nella primavera del 1958, segna un nuovo slancio nella ripresa dell'attività pittorica. Vince il primo premio alla mostra dei pittori sabini svoltasi a Poggio Mirteto. In luglio si svolge a Monterotondo, nei locali della Pro Loco, una sua personale. E' presente alla "Prima Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio" svoltasi a novembre nel Palazzo delle Esposizioni. Ha il suo primo studio a Roma in via Vespasiano 12 e lascia quello di Monterotondo, in Via Saffi. Da questo periodo gli sarà molto vicino il cugino Sandro Angelani. Frequenta l'ambiente degli artisti di Via Ripetta. In estate si reca in Spagna, passa molto tempo al Museo del Prado e all'Accademia  di San Fernando per studiare Gpya, Velasquez, Rembrandt e El Greco. Stabilisce contatti con alcuni pittori spagnoli. La produzione artistica è caratterizzata dagli studi eseguiti nel mattatoio di Monterotondo. Tiene una mostra a Tivoli, con vivo successo di critica. Espone per la seconda volta alla GGalleria "Babuinetta" di Roma. Insieme a Tarcisio Bedini partecipa alla mostra del "Maggio" di Bari. Nell'estate del 1960 partecipa alla manifestazione popolare di Porta San Paolo contro il governo Tambroni e alle elezioni amministrative del 6 novembre che lo conduranno ad assumere l'incarico di Sindaco di Monterotondo, il 23 gennaio 1961. A questo periodo risalgono soltanto due olii, uno dei quali "Figura e lume" verrà esposto successivamente alla IV Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio del 1963. E' presente alla Terza Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio avente per tema "Roma nel Risorgimento". Profondo turbamento  suscita in lui la tragica morte dell'amico Bedini, il cui rimpianto non lo abbandonerà mai. Il 1962 segna la realizzazione di molti suoi quadri tra i più significativi, come "Ponte Vittorio", "Il tramonto al Gianicolo" e "Paesaggio di Malagrotta". Vince il primo premio alla Mostra di Arti Figuratyive di Monterotondo, espone in una collettiva alla Galleria  La Nuova Pesa di Roma e realizza la seconda mostra personale che si svolge a Padova, alla Galleria "Il Sigillo", presentato da Domenico Purificato, con notevole risonanza sulla stampa. Nel 1963 si trasferisce a Vicolo Santa Maria in Cappella, in Trastevere, dove ha sede lo studio di Marcello Avenali e di altri artisti. Con il quadro "Il fiume Sacco" partecipa al "Premio internazionale di Pittura Città di Recanati". Nel 1964 vince il concorso nazionale per la realizzazione di un'opera d'arte per il nuovo edificio scolastico destinato alla sciola elementare del Comune di Rignano Flaminio. E' invitato a "Premio città di Prato" e vi invia due grandi tele sul tema "La Tempesata", testimonianza di una nuova concezione pittorica. Ha continui contatti con Mino Maccari, in quanto riprende ad impegnarsi nella tecnica dell'acquaforte. Nel 1965 "L'Unità" pubblica, in edizione nazionale, due suoi disegni che illustrano altrettanti racconti. In giugno, a seguito della partecipazione ad Ancona della "Mostra Biennale delle Regioni", ottiene il diploma d'onore. In settembre vince il 4° Premio di Pittura a Genazzano A novembre prende uno studio i8n Via Vittoria 24, in pieno centro storico, ma tiene ancora quello in Trastevere dove in marzo si svolge una personale allo "Studio 12" di Avenali, con presentazione di Antonello Trombadori. A Damasco, nello stesso anno, sotto l'egida del Ministero della Cultura, tiene una personale alla Galleria Siwann. Nel 1966 npartecipa alla mostra estemporanea di Calalzo di Cadore, vincendo il primo premio (l'opera è presso l'E.P.T. di Belluno). Due vicende internazionali lo colpiscono particolarmente e se ne trova traccia nelle sue opere: l' "Escalation" della guerra nel Vietnam e la morte di Che Guevara, nel 1967. Il 1967 rappresenta un anno importante: ritorna a maggio, alla Gelleria "Il Sigillo" di Padova, con una mostra personale che, per il succeso riportato, viene ulteriormente prorogata e, inoltre, vince il Concorso Nazionale per l'esecuzione di un'opera per l'Aula Magna dell'Istituto Bernardi di Padova. Trattasi di un murale di metri sette per tre, eseguito con la tecnica dell'affresco. Conosce e fa amicizia cpn il pittore padovano Gioacchino Bragato. Espone a Parma. Appaiono di frequente, in questo periodo, nei suoi quadri un gufo e il cane di nome Cucci nei primi giorni di agosto del 1968 parte per la Persia, facendo sosta a Beirut. Soggiorna a Teheran e viaggia attraverso l'Iran. Ritrae molti paesaggi, il ricordo di quell'ambiente gli ispirerà, poi, una feconda produzione. Trascorre la fine del 1969 a Parigi, dove ha contatti con alcuni artisti. Caratterizzano questo periodo approfondimenti su temi degli anni precedenti. Nell'ultimo scorcio della sua vita sviluppa, fondamentalmente, due soggetti: le nature morte e il paesaggio del Tevere. Nell'aprile del 1971 fa parte della giuria dela Biennale internazionale di Arte Contemporanea "Città di Monterotondo". Nel decennale della morte dell'amico Tarcisio Bedini, si impegna nell'organizzazione di una mostra antologica dell'artista, al Palazzo del Comune di Ostra. Il 20 luglio di ritorno da Ostra, prossimo a intraprendere un viaggio nell'Asia Centrale che molto lo entusiasma, la macchina con la quale viaggia insieme alla fidanzata Maria Pia Ballanti, viene improvvisamente investita da un'altra auto. Ricoverato all'Ospedale di Civita Castellana, vi muore quattro giorni dopo, il 24 luglio.
Angeletti Michela
Scandiano 28.2.1974

ia Pradello, 25 Pazzano di Serramazzoni MO
0536957221 fax 0536931168 - 3355346632
Angeli Franco

Roma 14.05.1935
idem 1988

Angelosanto Angelosanto
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Annigoni Pietro
Milano 07.06.1910
Firenze 1988
Anselmi Silvana

Roma 18.12.1942

Via Giacomo Giri, 1 RM

Anselmi Anna Chiara
Modena 8.1.1967
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Anselmi Emilio Mitia Arjuna

Emilio Anselmi Mitia Arjuna nasce nel 1940 a Tressano (corretta dizione  della forma dialettale di Terzano - Tertianus fundus, fondo di Terzo) una frazione del comune di Castellarano (antico insediamento etrusco), in provincia di Reggio Emilia. In giovanissima età  segue la   Modena.  Nel 1962 durante il servizio militare a Genova forma un sodalizio con alcuni commilitoni “pittori”. Tra questi Serghiev alias Sergio Guzzo Premoli gli insegnerà l’abc dell’arte. Nel 1970 si trasferisce a Tor Mancina nei pressi di Roma. E’ autodidatta e non ha un vero e proprio maestro tuttavia la sua assidua frequentazione della galleria romana il “Nuovo Carpine” di Giorgio Braghiroli gli vale come “scuola d’arte” potendo confrontarsi con gli artisti che la frequentano. Le mostre che più lo hanno influenzato sono quella della Valeria Costa Piccinini quella di Mario Sironi ed infine, determinante,  l’antologica di Mirko Basaldella che rimase a sua disposizione ininterrottamente per sei mesi. Alla fine degli anni settanta stringe amicizia con Antonino Enea un bravo incisore proveniente dall’Accademia che lo educa alla calcografia tanto da indurlo ad aprire una stamperia d’arte in Monterotondo (Roma). Conosce Luigi Guardigli  artista e maestro stampatore apprezzato a livello internazionale che diventerà collaboratore del  nuovo laboratorio. Durante la sua permanenza al “Nuovo Carpine” gli si offre l’opportunità di mostrare alcune opere al critico Dario Micacchi  che gli esprime il proprio apprezzamento. Pur avendo dimostrato un’ottima predisposizione per il disegno fin dalla sua partecipazione al corso di “Modellista” nella Scuola Professionale di Stato “Fermo Corni” di Modena  soltanto a partire dal 1970 inizia ad esprimersi come  pittore, incisore e scultore prediligendo le sfumature della monocromia ai colori di una ricca tavolozza. Utilizza prevalentemente materiali riciclati, manoscritti antichi, cartoni,  legni e metalli. La sua arte vuole rappresentare e rappresenta  un ritorno alla dimensione “naturale” o “primordiale” del sacro.

Presentazioni

“Questo non è il racconto di un grande cacciatore, né di un grande guerriero né di un grande viaggiatore, sebbene ai miei tempi io abbia cacciato molta carne e lottato per la mia gente, sia da ragazzo che da uomo, e sia andato lontano e abbia visto tante terre e uomini strani. Lo stesso hanno fatto molti altri e meglio di me. Queste cose le ricorderò nel mio racconto e spesso potrà sembrare che esse costituiscano il racconto stesso, come quando le vivevo, nella felicità e nella disgrazia. Ma adesso che posso vedere tutto ciò come dall'alto di un colle solitario, so che era la storia di una potente visione, concessa a un uomo troppo debole per servirsene: di un albero sacro che avrebbe dovuto fiorire nel cuore di un popolo, con fiori e uccelli canori, e che adesso si è seccato; del sogno di un popolo che morì nella neve insanguinata".
Sono alcune delle parole desolate e appassionate che il vecchio stregone Sioux Alce Nero pronuncia durante la lunga narrazione che stende come un lunghissimo tappeto davanti a John G. Neihardt, animoso rievocatore della storia del West.  Alce Nero della tribù Oglala dei Sioux e cugino del grande capo Cavallo Pazzo, è già quasi cieco, e sopravvive sulle brulle montagne del Big Horn, a ovest di Manderson. E' l'agosto del 1931. Tra le affermazioni più decisive che il vecchio stregone fa, e che il suo intervistatore raccoglierà poi in un libro di straordinario ardore e precisione come Alce Nero parla almeno un paio sembrano lanciate nel futuro per essere raccolte da chi ha mente ferma, fantasia libera e buona volontà: "E' nell'oscurità dei loro occhi che gli uomini si perdono"; "A volte i sogni sono più savi che la veglia" (e quest'ultima avrebbe potuto pronunciarla pari pari André Breton). A un tratto, in un'invocazione al Grande Spirito, Alce Nero chiede la forza di "camminare sulla morbida terra, come parente di tutto ciò che esiste". Rimarrà inascoltata. Il vincitore bianco la calpesterà, come tutto, e il vecchio stregone, che sarebbe sicuramente piaciuto a un panteista doc della specie di Giordano Bruno, constata dolorosamente che "il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l'albero sacro è morto".

E' il caso di dire che, quasi per un minuscolo paradosso della storia (e della storia dei linguaggi, nella fattispecie), il disperato testimone del vecchio predicatore Sioux è stato raccolto, in età postmoderna e ipertecnologica, da un artista di grande sensibilità antropologica, che nel disordine casuale dei materiali rinvenuti nell'immane scarto del consumo persegue un ordine alterno rispetto al caos dell'impostura totale che deregola la nostra vita e di ogni istante di essa fa merce e merda.

Emilio Anselmi non realizza i suoi manufatti new indian appiattendosi - come molti, troppi operatori di linea land art o di linea arte povera - sulle scoperte geniali e ciniche di Duchamp, che hanno azzerato il rapporto tra senso dell'opera d'arte e percezione del fruitore. Anselmi lavora anche lui sul ready made, ma con uno spirito assolutamente scevro di eleganze e di trucchi; al contrario, con un empito panico che contiene in sé anche la coscienza dell'inanità del tentativo di riprendere la corsa, una volta afferrato il testimone che il rappresentante esimio di una civiltà scomparsa ha lanciato nel futuro.

E' questa aderenza alla vita e alle sue tracce più deperibili, è questo disporsi fraterno in sintonia con un microuniverso frammentario, trascinato nel buio di una deriva senza approdi, che fa dell'artista modenese (ormai laziale) prima che un creatore, un lettore paziente e sottile dei nessi che intercorrono tra natura e cultura, spontaneità biologica e artificio tecnico.

Esemplare in questo senso è l'happening dedicato alla cultura dei popoli pellerossa nella pineta di Monteflavio, col titolo "La ruota di medicina" (Sculture e istallazioni), in collaborazione con Anna Chiara Anselmi e Antonio Solarino, nella giornata dello scorso sabato 25 luglio 1998; come già tutti concepiti in quest'ottica insieme plurale e distintiva erano in passato i raffinatissimi manufatti ottenuti per avventurosa ma stringente contaminazione da antiche carte scritte, legni, pietre, giochi di inchiostri di china diluiti con solventi, spatole, fotografie: un'imagerie delirante, tra il feticistico e l'animistico, in cui contava soprattutto il respiro del trascorrere del tempo e l'età misteriosa delle trasformazioni, come in una metampsicosi senza clamori, umile, dimessa, forte soltanto del suo approdo precario dentro la forma di questo o quell'oggetto, di questa o quella pallida icona.

Il legno, la pietra, il ferro: sono i cardini di questo straordinario "cacciatore" che aborre il sangue e la violenza e si chiama Emilio Anselmi. Cacciatore di elementi residuali, nei quali insuffla - al di là di ogni sarcasmo - fiati di consonante tenerezza. Ed ecco allora il susseguirsi di opere installate nella natura, assolutamente inconcepibili in uno spazio chiuso, come in un abbandono attento, in una dimenticanza che non vuole confondersi con l'oblio, ma proseguire umilmente la catena delle interrogazioni (terrestri e cosmiche) che le animò in altri tempi, in altri luoghi remoti, prima che venisse bestialmente disperso il sogno di un popolo che morì nella neve insanguinata. Parlano di questa terribile epopea i titoli anselmiani, che sono anche - naturalmente - parola che racconta, memoria e presenza: "La grande ruota della medicina", "Modern tribute to the dead", "Il guerriero della pace", "La leggenda del Totem", "Lo scudo", "Alce Nero", "Totem primordiale", "Sacred rattle", "Totem metropolitano".

Ora, questa serie di opere raccolte sotto il titolo di "Sacred spirit", approdata in luogo molto particolare della Roma eterna e eternamente sconquassata, lontanissima comunque dall'energia integrativa con l'ambiente che caratterizza la cultura pellerossa, continua il discorso che Anselmi ha pronunciato negli ultimi anni, e in cui il dato estetico si definisce sul filo di una pregnanza alchemica elementare, di un contatto immediato con la corporeità di una sapiente rigenerazione della infinita fattualità della natura; come dire, il contrario (silenziosamente polemico e intelligentemente intransigente) di quel riciclaggio oggi confusamente di moda. Tornano opere potenti e catafratte come "The mask", o intrise di magia feticistica come "The sacred rattle", con quel carapace di grande pregnanza simbolica; tornano "Alce Nero" - come sintesi storica e psicologica di tutto un percorso e di un lungo amore -, il bellissimo "Totem metropolitano" dal corpo metallico e dalle temibili orecchie; "Totem primordiale"; l'affascinante e inquietante "Ruota di medicina" con la sua selvaggia semplicità … E in più, ecco il versante del gioco, il recupero della libertà infantile racchiusa nel feticcio della bambola, che in questa serie di cinque realtà esalta la purezza autonoma della scultura in quanto forma e organismo pregnante di fermezza e eleganza: e qui, al pathos anselmiano per la ritualità figurale pellerossa si intreccia il rapporto con la plastica africana e il lascito essenziale e drastico di un cardine dell'avanguardia storica come Brancusi: "La bambola sacra", "Hopi doll", "Kachina doll", "La bambola Zuni", "La bambola dai capelli al vento", infine, costruita con un rigore da teorema pitagorico …

I dieci quadri con i chiodi, esaltando il vuoto abitato soltanto - e in modi chiaramente precari e instabili - da elementi di ferro entro un supporto ligneo che fa da incongrua cornice, aprono su una zona della personalità dell'artista certo foriera di altri sorprendenti esiti: quella dell'ironia metafisica. Ancora dominante, in questa serie, il gusto per lo choc che in un mondo di sontuosità finte violentemente esibite può produrre l'interazione tra due materiali poveri: e l'effetto è quello di una ferita che in sé comprende la possibilità di un sogno ricomposto, con aspra semplicità e intelligente crudezza.

“Scred Spirit” Chiesa Anglicana All Saints –Roma                           Accademia Platonica, Mario Lunetta - 1998

 

Il fascino dell’estetica del frammento come memoria, è questo forse che Emilio sente come testimonianza umana della storia; man mano che l’assemblaggio si ordina, creano un insieme di una imperscrutabile logica interna che poi si fa incontro e svelamento. Pian piano prende sostanza e si apre alla mente la dolcezza della reminescenza, travalica i significati residui dei singoli pezzi e ne riscatta complessivamente  un significato altro e alto. L’oggetto si fa simbolo metafisico grato e conflittuale, arcaico e ironico, diviso tra l’aspirazione al cielo e l’attrazione naturale della terra, la concretezza della vita e il desiderio di trascendenza. Insieme al vagabondare della mente Emilio percorre vasti spazi ove oggetti dimenticati consumano le loro acconciature funzionali assumendo aspetti di inutile residuo, alza le antenne dei sensi e lancia la rete per un possibile incontro: cavalcando un cavallo immaginario come un libero indiano nella sua prateria, nelle spiagge deserte, nei prati dimenticati  scorge da lontano la sua “pepita” brillare  e lì, in una attrazione reciproca, avviene l’innamoramento e i dolci ricordi si sfanno.”

 “ L’importanza sta nello sguardo non solo nel soggetto”, Andrè Gide.

Una treccia disfatta (Lady Godiva) è la memoria atavica di una eroina mitologica, porta con se il sapore del vento salato che violento fischia tra le sartie di navi del passato, un legno tra uomo e croce lascia che l’aria morbida muova dolcemente un cappio ormai inutile come una cravatta disfatta dopo una sera di baldorie; un sasso (Suiseki) è una fantastica montagna in miniatura con una vela sbiadita di antico manoscritto che sa di mappa dell’Isola del Tesoro e di remote scorrerie di letture perdute.

 Ai soffi di vento sferzanti, alle violente tempeste e all’erosione del tempo  si può ora dire: qui non potete più  né toccare né distruggere, gli oggetti salvati e rinati agli sguardi sono ormai padroni di un tempo bloccato e personaggi di un teatro dei ricordi.

                                                                              Franco Ferrari - 1998

                   

 

 

Irraggiungibile, il mercante di farfalle è diventato farfalla e non cerca mercanti ma doni da fare. E li trova. E li dà. E’ nato e rinato, e ancora rinasce. Da larva nel bozzolo, a verme, alle ali… Vede ora in volo forse la Madre? Davvero può andare al di là di quest’aria maligna e trovare la Madre, e non la Matrigna che ancora ossessiona il giocatore maniaco di scacchi, come tediava chi vendeva o comprava almanacchi?

Son quelle ali che…

Pastore alchimista, non ha mai ceduto, ma ha inseguito e trovato sia il fuoco che l’acqua, sia la terra che l’aria, sia la notte che il giorno nelle pietre e metalli, nei percorsi e riflessi che sono ora qui attorno. Raccogliendo il dono della Madre d’ogni natura tutto questo ora lo vede anche nel Sé ora sa che guru vuol dir bravità, e la cerca nei sassi e nella forma che vede che hanno, e che dona all’amico, al passante, al passato che torna e che cambia.

Cambia il passato? Son quelle ali che…

Le sue tele, tutte, una volta ha distrutto. E, in dono, a lui la sorte ora consente vedere una foggia nel legno che il mare ha scolpito: “Era là…” E la pupilla che fissa quel mare (ma che segue anche sullo schermo una freccia) è quella che ha visto brucare le pecore – tante! – in altra stagione. E ricorda, e lo sa. E’ per questo che sa. Che siano di Psiche, oppure di Nike, lo fanno volare di dentro da sotto dall’alto. Procede Continuo, o fa un salto, e ci chiama a vedere il suo volo.

 

“Dove vuole farci arrivare?”, è la domanda che nasce in taluni visitatori delle mostre di Emilio Anselmi.

Anche in me è sorto tale interrogativo allorchè ho visto, per la prima volta, questo itinerario essenziale, scarno ai limiti delle risorse, ma ricchissimo per la proposta e per quella favola che si sottende alla materia variamente disposta, come in una sorta di frammenti mnemonici, ove qualcosa di primitivo riallaccia le orini comuni al senso della vita. Allora ti chiedi certe “cose”, siccome si tratta di cose: Emilio Anselmi le ha disposte in modo insospettabile alla linea visuale oggettiva. Bisogna ripercorrere i tempi di una preistoria che ancora resiste dentro di noi, per capire le mosse di questo artista non “corrotto” dal tempo, né codificato dalle tentazioni di “essere fuori dalla materia”. La materia è la stessa parola, oltre che la Forma.

Il totem non è l’altro da sé, ma il riflesso fatto meditazione e sacralità.

Così, può diventare totem anche un oggetto dimenticato lungo la via o un prodotto della tecnologia. Importante è il modo di osservarlo, per rivalutarlo nella sua essenza. Le forme, poi, in cui Emilio Anselmi dispone pietre e legni, fanno il resto.

Chi si aspettasse di trovare mete significati, dovrebbe ricondurre il tutto a un ancestrale bisogno di depurazione segnica e semantica delle cose, come un’alba primigenia ma sempre coeva.

Sono d’accordo con Franco Campegiani quando scrive che l’opera di Anselmi procede entro il solco poetico ed insieme polemico, del realismo oggettuale, ove confluiscono le stimolazioni del Ready-Made, dell’Arte Povera, della Pop-Art e del New-Dada. Quindi, un’arte (sempre per stare con Campegiani) polimaterica. Aggiungo però, che siamo in un ambito culturale di forte segno espressivo, tale da richiedere una “circulazione”  intorno agli oggetti , alle forme, alle favole e alle entropie create da Emilio Anselmi. Bisogna circoscrivere queste narrazioni, per togliere la tentazione e il pericolo di contaminazioni esterne. L’affabulazione è delicata, sottile, polisemica proprio in quanto primitiva e quindi senza orpelli, ma non per questo univoca.

Sono le cose più semplici (parole, segni colori, suoni forma) a destare sospetto, perché il cielo è semplice, la Terra anche, il mare ugualmente, la nuvola inafferrabile, il vocalizzo del fiume che fruscia tra le due sponde. E’ l’estrema chiarezza a tessere inganni e a tramare trabocchetti. Facciamo attenzione. Quando ci imbattiamo nell’estremamente complicato,  mettiamo l’animo in pace e la mente al sicuro: non c’è nulla da scoprire perché il labirinto non nasconde niente oltre se stesso: Emilio Anselmi è acqua trasparente, però di quella che disseta solo al guardarla. Ti viene voglia di toccare gli elementi, ma non puoi, perché essi non esistono fuori dal contesto, e fuori dall’ordine nel quale li poniamo noi dopo la proposta dell’artista. E’ qui

che il discorso si fa complesso. Non prima. E’ a questo punto che scatta il gioco ambiguo di ciò che vediamo e di ciò che possiamo non sospettare di vedere. D’altronde, se la Natura avesse consentito di discernere tutto a priori, non si sarebbe contratta in una sfera ponendoci sulla faccia curva da cui non è possibile vedere oltre l’orizzonte, ma ci avrebbe messi dentro l’ampolla o il cerchio, da dove avremmo facilmente scrutato e scoperto, in un colpo d’occhio, tutta la superficie convessa così come facciamo con la volta celeste.

Ho usato un esempio per farmi capire. Emilio Anselmi usa le cose. E ci riesce meglio di me a farsi capire.

“I giorni dell’omega” - Locanda Martorelli Ariccia                                                                  Aldo Onorati- 2004

 

        Si verifica qui ed ora un fatto assolutamente eccezionale del quale, non senza una dose di autocritica, mi accingo a scrivere, e senza ancora averne una precisa cognizione.

Io conosco da molti anni Emilio Anselmi ed ho sempre avuto con lui un rapporto assai piacevole, di un’intesa che sottintendeva una comunanza di idee e di intenti, forse così forte da non sentire neppure la necessità di prenderne consapevolezza;, e solo ora, dopo più di vent’anni, e in tempi recenti, stò cercando di darmene spiegazione. Debbo però confessare che ignoravo tutto del suo lavoro artistico, del suo essere artista (anche se segretamente lo intuivo), e in questa sequela di sensazioni (di amicizia, di simpatia, di stima) intuivo anche in lui una sensibilità particolare della quale, senza conoscerne l’opera, non riuscivo a darmene plausibili spiegazioni; non riuscendo cioè ad arrivare a quel punto di conoscenza e di comprensione che, più che dall’artista, scaturisce dall’opera d’arte. E solo ora apprendo della sua passione di raccogliere sassi, tronchi, radici modellati dal tempo e dalla forza della natura finchè essi non assumono, com’è intenzione dell’artista che le ha individuate, raccolte, esaltate, la fisionomia di opere d’arte. Mania che, ahimè, condivido in pieno sapendo che l’intelligenza della natura si adopera (naturalmente) per modellare le pietre, i legni, gli ossi e tutto ciò che in natura si trova e viene alterato dall’usura del tempo. Ed ho anch’io un mio piccolo museo naturalistico del quale non è qui il caso di parlare, essendo messe sotto la lente di ingrandimento del critico (come io stesso ho assunto il compito) le opere trovate da Anselmi. Perché la sua forte intenzione di infondere loro un significativo valore formale con una forza quasi medianica è riuscita appieno nel suo intento; fin da quando, come ho appreso, disegnava e colorava antiche carte scritte da un notaio o sui registri di un rigattiere. Anche se solo ora ho appreso frettolosa visione delle sue ultime opere: e mi sono trovato al cospetto una selva di totem ricavati da legni consunti dal tempo, dalle alluvioni, dalle mareggiate e da tutte quelle forze della natura che contribuiscono a dare un senso, nel bene e nel male, alla nostra esistenza; della quale restano come testimonianza, come i corpi del reato. Trovarli uguale crearli.

Ora non occorre scomodare Sigmund Freud ed aver letto il suo “Totem e tabù” per rendersi conto che il totemismo è un’espressione fondamentale dell’inconscio (ma stavo per dire dell’istinto) dell’uomo. E la concezione freudiana non è che la scoperta recente di un lato primordiale dell’umanità.

Il totem eretto dagli Indios della Columbia britannica o della nuova Irlanda nei mari del Sud, rappresenta sotto le mentite spoglie della nostra incapacità di comprendere tutto ciò che vi è inserito, occhi, corna, sguardi, falchi, aquile e ali di uccelli, volti femminili, teschi di antenati: e che tutto questo insieme costituisce un grande simbolo fallico in erezione. E vi sono innumerevoli altri totem nella storia dell’uomo dai lingham buddisti alla pietra nera dell’Islam; e gli obelischi egizi, che erano raggi del sole nei palazzi dei Faraoni, nelle piazze di Roma sono diventati falli: per non dire delle trentasettemila colonne che svettano verso il cielo in erezione.

E ora questi totem di Emilio Anselmi, agglomerati dai miseri frammenti della nostra vita quotidiana, i rottami delle nostre case,  le schegge dei naufraghi delle nostre imbarcazioni, i frammenti dello smantellamento dei nostri cantieri, si ergono nel loro assemblaggio ancora una volta per svelare i recessi più intimi della nostra mente e ci trasmettono un piccolo brivido. Il che non è poca cosa.

                                                                              “Totem e Tabù” - Bruno Caruso - 3 novembre 2004

 

    Per parlare nel modo più  conveniente del contatto e il maneggio che Emilio Anselmi intrattiene col corpo della materia, si rende necessario il preliminare richiamo ad uno status esistenziale di stampo presocratico, ilozoistico, che ricorre nel tempo in cospicui cicli di sapere esoterico o divulgato sotto spoglie diverse, qui certo non frutto di pura speculazione ma di istintivo e immediato coinvolgimento nella viva realtà dell’universo fisico, un coinvolgimento  provato in misura intensa, venata d’ansia e pur fondamentalmente confidente e serena: in sintesi può dirsi che il Nostro esprima il gusto e la convinzione di dover vivere nel modo più credibile proprio in quanto sia alieno da ogni facile esaltazione.

        Sono arrivato a queste conclusioni per gradi, abbandonandomi a una conoscenza che non si giovava per nulla di enunciazioni, proclami di poetica, teorie, pretese di messaggio rifondante e innovazione propinata a forza, altre cose su cui si suol costruire la figura attendibile di un artista, ma che si approfondiva a mano a mano che la frequentazione della persona e l’opera consentiva di accertarne il legame fino a chiarire un’azione d’autore.

          I modi in cui Anselmi scandaglia lo spazio intorno e poi rappresenta tutta la sua amicizia con una materia intuita secondo il concetto spinoziano di Deus sive Natura (ma già non estraneo al Plotino della creatio ex nihilo obiecti né più tardi ad Husserl ed all’Heidegger della terra nascondente e protettrice) sono finora quasi soltanto due: il prelievo di pietre dal mondo dato e il trattamento minimo del legno a partir da lacerti recuperati, come molti altri fanno. Ci si potrebbe domandare intanto perché proprio queste sarebbero le sostanze più espressive dell’essere, e la risposta è facile: quale cosa dà più l’idea del corpo del pianeta di una roccia formata, e quale meglio rende il senso di vita che la Natura serba quando  è cosa? La pietra occulta in grembo ogni sembianza, e il legno è docile, si presta a tutto, accoglie le forme e i colori con voluttà: una sostanza femmina – si direbbe – se non fosse che ormai non si ha più esperienza decisiva del sesso.

           Le forme lignee sono ascensionali, spessissimo totemiche, macchiate a colori sfumati, sensuali e invecchianti, nei toni giallastri, rosati, olivagni e altri, non definiti, tranne qualche vermiglio, come gli interni delle vecchie case bombardate o altrimenti lise dal tempo ( metti Pompei, Ostia Antica, vetuste pievi, tutti gli archi tappati dell’acquedotto in prova di miseria al Mandrione ), il che inserisce qualche malinconia in un sostanziale equilibrio di suggestioni. E ad una temperata nostalgia si aggiunge il mistero, e il fascino, della storia più nascosta e remota, evocata applicando una carta scritta in parte defilata del manufatto: il risultato è quello, efficace e attraente, che si è preannunciato all’inizio di questo discorso. Più difficile  è dir della pietra nuda, trafitta da chiodi e/o recante scrittura al fianco, che si completa e svela come opera d’arte soltanto quando le si trovi un nome, sì che il titolo giunga a costituirla invertendo il rapporto di causalità, e la parola poetica prevalga sulla forma scultura, con un esempio tipico nel masso custodito negli Horti Sangiulianei, dal poeta nominato per lo scultore, entusiasta del fatto, Oscuri debiti con la Natura.

              Così interpretato, il lavoro di Emilio Anselmi riesce arte a dispetto di ogni apparenza di pacifico gioco o di collezione di reperti simpatici e suggestivi, sempre a patto che arrivino ad esser giusti in questo senso i nomi e le altre allusioni, i luoghi ove si annida la differenza.

                                                                                                                               Sangiuliano- 200
                                                                                                                                                                                                

STORIA DELL’ARTE ITALIANA DEL ‘900  - Generazione anni quaranta   - Ed.ni BORA

A tutt’altre culture e civiltà si riferiscono le sculture dell’emiliano Emilio Anselmi, in arte Mitia Arjuna, il quale utilizza il legno combinato assieme a pietra, ferro ed altro ancora.

A proposito di questo nome d’arte, egli su mia esplicita richiesta in una lettera del 12 marzo 2008 da Monterotondo mi scriveva: “Mitia è il diminutivo di Dimitri ed è stato “preteso” dalla mia parte femminile una trentina d’anni fa…Arjuna rappresenta la mia nascita spirituale ed è proprio il guerriero protetto da Krisna, mitico eroe che compare nel Mahabharata e l’ho adottato una quindicina d’anni or sono frequentando le pratiche di un guru indiano”. Non c’è, quindi, da stupirsi se Emilio Mitia Arjuna si sia rivolto a culture e civiltà altre, quali quella dei pellerossa o più arcaiche, per cui nella sua produzione, nella quale egli vuole rappresentare la dimensione naturale o primordiale del sacro, non mancano totem, anche con cranio di ariete (Totem, 1988, La Leggenda del Totem, 1989;  Piccolo totem,  Alce Nero, 1998; Red Totem, Aries, Il Grande Antenato, 1999) e utilizzazione di materiali riciclati, combinati a legno, con cui realizza assemblaggi per lo più verticali (Boccia persa due, Bambola al vento, 1998), nonché a manoscritti dell’’800 più cuoio o pietra, soprattutto in opere dell’inizio del XXI secolo (Shintoism Tribute, Principessa, il Piccolo cerchio, Il guerriero errante, Stonehenge Tribute, Monte Ararat, Dea africana), che hanno fatto parlate mia figlia Arianna di “Architettura della memoria”: “La carta non invade la pietra ma la accompagna suggerendo il paragone tra due percorsi svoltisi parallelamente: quello della natura e quello dell’uomo” (cfr. A. Di Genova,  in AA.VV., “La porta del Cielo” Emilio Anselmi Mitia Arjuna, il mercante di farfalle, Chiesa di S. Rita dei Poverelli, Roma 4 – 21 aprile 2000). Sulla copertina di questo catalogo era riprodotta  la costruzione del 1998 Modern tribute to the Dead, come anche su quello della successiva mostra “La porta del Cielo”, Omaggio a Celestino V. (Palazzetto dei Nobili, L’Aquila, 23-27 agosto 2000).

Giorgio Di Genova – 2010

 LA BIBLIOTECA DELLA MEMORIA IN EMILIO ANSELMI

   Le opere di Emilio Anselmi, come sostiene le critica, parlano di un tempo trascorso e di materiali da “lui trovati, assemblati, puliti, restaurati e con grande modestia plasmati” e infine trasformati secondo la “migliore tradizione alchemica” (G.Iacomucci Litofino). Da questi semplici  e nello stesso tempo circostanziati rilievi, possiamo cogliere quella componente basilare che fa della ricerca di Emilio Anselmi  un continuo ripensamento dei tempi primigeni, fondati non tanto su un tipo di cultura appartenente ai gruppi, omologati alla stessa “stanzialità precaria dell’immaginario” (la cosidetta “tribù” di A.Bonito Oliva), quanto su un diverso grado di intensità poetica, che incide sulla sfera della libertà espressiva dell’artista.

   Invero la sua ricerca espressiva non si fonda sulla cultura del tempo degli atti, in quanto il linguaggio non sta alla pari con il passo più avanzato, in termini formali e scientifici, della nostra globalità estetica. Si tratta piuttosto di una diversa gradazione della fantasia che non si lascia condizionare, come è avvenuto con i primitivi, dalle regole razionali o dai manufatti, ieri, medioevali e, oggi, del new indian , dal momento che il fantastico di Anselmi, essendo estraneo allo stadio culturale della “tribù”, si sviluppa e prorompe in proporzione inversa alla vichiana “robusta ignoranza”(“ignoranza” dei significati certificati), onde “fare la poesia grande, cioè di ritrovare favole sublimi confacenti all’intendimento popolare”.

    D’altra parte va riconosciuto che nella ricerca e nella scelta dei materiali poveri, Emilio Anselmi non ha seguito il procedimento tecnologico in uso tra gli assemblatori del ready made,  ma piuttosto ha mirato a riattualizzare l’identità dei valori mitici, dal momento che l’oggetto ritrovato (Mircea Eliade lo riteneva “caduto dal cielo”)è stato ricomposto, per il nostro tempo profano, con gli stessi simboli e riferimenti di ordine sacrale. Si è trattato e si tratta, infatti,  del rivestimento di quel primitivo latente nella nostra attualità psichica e che Anselmi ha trovato nei materiali, scelti durante l’environnement solitario alla ricerca di se stesso e della memoria del sacred spirit del tempo passato.

   E anche se da questa performance è nata un’opera plasticamente costruita, nonostante l’uso degli scarti, per lo più un monimentum discretamente aperto allo spazio, malgrado la ridotta scala architettonica del manufatto, in effetti Emilio Anselmi è stato iscritto d’ufficio tra i continuatori dell’arte povera da una critica che ha alle spalle una cospicua letteratura, originata dalla nostra avanguardia storica. Del resto lo storico Germano Celant, conoscitore delle origini e dell’iter dell’arte povera, aveva ritenuto fin dagli anni Sessanta che il minimalismo  è un happening più che una forma, le cui immagini sarebbero da ammirare e considerare, dal momento che l’obiettivo non si lega all’archeologia della storia o agli apparati lessicali en vogue,  bensì ad  “anti-commerciale, precaria, banale e antiformale, interessata in primo luogo alle qualità fisiche del medium e alla mutevolezza di materiali”.  Subito dopo lo storico confermava che nell’arte povera quello che “conta è il rapporto dell’artista con il materiale…sottile, cerebrale, elusivo,privato, intenso”.

   Anche se si deve assegnare alle espressioni soggettive e liriche di Emilio Anselmi una rendita di posizione più elevata rispetto alla “banale” precarietà dell’arte povera,  non si può negare che lo spostamento focale, compiuto da Celant, dalla datità della forma dell’interiorità dell’artista, ha conferito nuovo valore alla vocazione magica dell’artista modenese e romano d’adozione, oggi più che mai consapevole di far vivere il frammento quotidiano nello spazio inviolabile della sua interiorità, senza venir meno ai principi teoretici e pratici dell’arte povera.

   D’altra parte, ammesso che sia indispensabile una siffatta dipendenza tematica, non si può non rilevare che entrambe le visioni, mobili e non “stanziali”, estranee alla globalizzazione, soprattutto alla tribalizzazione, parlano di un tempo trascorso (“sogno ricomposto” lo chiama Mario Lunetta), perché aperte ad un passato-presente che si fa “Biblioteca della memoria”, per il nostro futuro.

                                                                                                                Luigi Tallarico 2010


Antoloci Beatrice
Piazza Vimercati, 6 RM
Antonelli Antonella
Roma 6.11.1969
Res. Via Aurelia 183 Santa Severa RM
3493643419 - 3482608779
Antonelli Salvatore
Via Monte Massico, 39 RM
Aparicio Aparicio
Brasile
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Arch Toni
Roma 31.1.1933
Arcuri Luigi
LUIGI ARCURI (Soveria Mannelli1953) COMPIUTI GLI STUDI AL LICEO CLASSICO DI COSENZA E ALL'ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE HA INSEGNATO NELLA STESSA ACCADEMIA SIA ALLA SCUOLA LIBERA DI NUDO CHE ALLA SCUOLA DI PITTURA E IN QUELLA DI INCISIONE ARTISTICA.
QUALCHE TEMPO DOPO HA ABBANDONATO L'INSEGNAMENTO PER OCCUPARSI DI ARTI APPLICATE ED HA FONDATO L'ARCURI PREZIOSI FIRENZE, PRESENTE DA DIVERSI ANNI E CON MOLTO SUCCESSO ANCHE SULLA PIATTAFORMA DI E-BAY. COME TITOLARE DELL'AZIENDA NEL CORSO DEGLI ANNI HA AVUTO IMPORTANTI INCARICHI DI LAVORO E RELATIVE AUTORIZZAZIONI: COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI, CONSIGLIO NAZIONALE DEI GEOMETRI, ARMA DI CAVALLERIA, ESERCITO ITALIANO, PORTOGHESE, FRANCESE, SPAGNOLO.
COME ORAFO-GIOIELLIERE HA DISEGNATO E REALIZZATO MOLTISSIMI MODELLI ORIGINALI, TANTO PER CITARNE ALCUNI: IL SIMBOLO INTERNAZIONALE DELLA PACE PER LO STORICO INCONTRO DI REAGAN E GORBACIOV, IMPORTANTE COLLIER PER LA REGINA DEL BELGIO, UNO STEMMA SPECIALE 'EUROFOR' PER IL RE DI SPAGNA ECC. ECC. ECC.
ATTUALMENTE STA REALIZZANDO A MANO ALCUNI MODELLI DI GUARDIE DI FINANZA IN DIVISA DEL 1860 PER IL COMANDO DI FIRENZE.
COME PITTORE HA PARTECIPATO A MOLTE ED IMPORTANTI COLLETTIVE IN ITALIA E ALL'ESTERO E A DIVERSI PREMI DI PITTURA SEMPRE CON RISULTATI SUPERIORI ALLE ASPETTATIVE.
MOSTRE PERSONALI:
PALAZZO STROZZI (FIRENZE) .
GALLERIA URANIA DUE (FIRENZE).
GALLERIA LA VOLTA DEI PERUZZI (FIRENZE).
SALONS LUTETIA (PARIGI)
CENTRO G. POMPIDOU - MUSEO D'ARTE MODERNA DI PARIGI ARCHIVI GENERALI.
 
 
VIVE E LAVORA A FIRENZE TEL 0553860372
Arevalo Antonio
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
ARMODIO Vilmore Schenardi

Piacenza 4.10.1938

Arrigo Alessandro
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Attardi Ugo
Sori 12.03.1923
Avanzi Paolo

Paolo Anamzi
Via Sturzo, 5
20091 Bresso (Milano)

Web:       www.paoloavanzi.com

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Bacillieri Lina
Melito Porto Salvo 19.12.1960

Via Enea, 77 RM
067809420
Badini Giacomo www.giacomobadini.com
Guidonia Montecelio, 8.9.1954
Espone alla Grafica Campioli nel 1989
Studio:
Via Serrecchia 13
Monterotondo
Baj Enrico
Milano, 1924
BAJRAMAJ ELIO
ELIO BAJRAMAJ
MONTEROTONDO
ROMA - ITALY
3293167057 - 3388148332

www.arteliobajaramaj.com
elio@arteliobajramaj.com

Elio Bajramaj è un italiano figlio di Albania. Nato a Durazzo, ha guardato sempre all'Italia dal suo porto e, nel 1997, ha voluto vederla da vicino, e tanto gli è piaciuta che ha voluto fermarsi per un anno ad assaporarla. Tornato in patria ha continuato gli studi artistici con una passione ed una capacità che gli hanno valso numerose richieste di esposizione. Ma l'Italia era ormai nel cuore e, terminato il liceo, si è trasferito a Monterotondo (Roma) dove tutt'ora vive e lavora. A Durazzo ha studiato l'arte e le sue tecniche in modo eccellente, prendendo lezioni di pittura dall'età di dieci anni presso una grande pitttrice vivente Shpresa Beqiri. Dal 1993 al 1998 ha studiato presso la scuola artistica "Jan Kukuzeli" sotto la guida del prof. Nicolet Vasia. Dal 1999 al 2004, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Via Ripetta avendo come professori universitari Palumbo Scelza e Andrea Volo.
Baldacci Marco
Bolzano, 7.12.1941

Espone alla Grafica Campioli nel 2004
Baldassarre Elisabetta
Castilenti 16.6.1951

Via Belmonte Piceno, 24 RM
Baldoni Sandro
Via Cipro 44
25124  Brescia
 
www.sandrodaldoni.it
info@sandrobaldoni.it

tel ab. 030220582
cell. 3470074519
Balla Giacomo
Torino, 18.7.1871
Roma, 1.3.1958
Balsamo Angela
Viale Parco Azzurro, 20 Guidonia RM
Banchieri Giuseppe
Milano, 9.11.1927
Massa Carrara, 30.12.1994
Barbarini Laura
Espone alla Grafica Campioli nel 1994 - 1996
Barbato Franco

È nato a Calvizzano (Napoli) nel 1961, completa gli studi e inizia l’attività artistica negli anni settanta. Partecipa a mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 1982 il cardinale Ursi, vescovo metropolita di Napoli, gli conferisce un encomio solenne, primo classificato al premio nazionale Aldo Moro:”No alla violenza, si alla vita”. Nel 1984 si trasferisce a Como dove  partecipa alle attività culturali della F.I.A.F (federazione italiana arti figurative) tenendo mostre collettive. Nel 1985  prendono vita paesaggi, calde distese sabbiose e fiorenti vegetazioni: la pittura che si configura coglie i suoi elementi dal vero, è figurativa e formale. Giorgio Morandi diviene il suo modello d’ispirazione quando dà vita a inquietanti paesaggi, oggetti e figure dalle vermiglie sfumature. Nel 1986 la sua prima personale a S. Angelo dei Lombardi (Av). Segue una mostra in Irpinia nel 1987 dal titolo : “Paesaggi rossi”. Nel 1990 è a Parigi: vive e lavora alla Ruche dove conosce lo scultore Viliano Tarabella oltre a Luigi Guardigli, Josep Francois Plaschett, Valerio Adami. Successivamente si trasferisce in Rue Esquirol . In questo periodo approda a una ricerca che lo avvicina a artisti della corrente espressionista tedesca come Rouault Chain Soutine… Di ritorno a Napoli inizia una ricerca  che lo spinge a utilizzare materiali poveri per esprimere nuove figurazioni partendo dalla combinazione casuale di elementi per raggiungere con una miscela di colori, forme astratte e informali: collage, frammenti di colore e sculture.

Torna in seguito alla nuova figurazione…..

Nel 2000 si trasferisce a Nerano, in costiera sorrentina dove apre un ciclo dedicato al mare: colori chiari e trasparenti, fredde luci si mescolano rendendo le immagini semplici e superbe come quelle raccolte  nel nuovo catalogo: “Disegni sparsi” edito…..

Continua oggi  l’ attività alternando alla produzione di opere mostre collettive e personali. Del suo lavoro hanno scritto tra gli altri: Marcello Venturoli, Michele Prisco, Giorgio Seveso,Bruno Caruso, Ruggero Savinio, Giacomo Soffiantino, Aldo Masullo,Vittorio Como, Maurizio De Io Anna, Giovanni Passarelli, Aulo Pedicini, Padre Rolando M. 

Le opere di Barbato figurano nelle seguenti collezioni pubbliche e private:

Pinacoteca Comunale di Tricase – Lecce

Collection Wignacourt Museum – Malta

Civico Museo di Storia Naturale – Jesolo (Venezia)

Museum for Contemporary Art – Malta

Museo del Mare – Napoli

Pinacoteca del Museo Ignazio Gerio – Capri (Napoli)

Museo dell’Incisione Europea Castello dei Paleologi – Aqui Terme

Pinacoteca Comunale di Pescosannita – (Benevento)

WWF Italia Oasi di Persano – (Salerno)

Museo della Grafica Italiana –Viconza (Padova)

Stazione Circumvesuviana di Napoli – Centro Direzionale

Suoi lavori sono presenti anche negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa a Berlino, Londra, Zurigo, Parigi, Lione, Malta.  

L’intera produzione è archiviata nella Biblioteca dell’Archivio dell’Arte Italiana: KUNSTHISTORISCHES ISTITUT IN FLORENZ – Archivio d’Arte Contemporanea - oltre che al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) , pubblicate in libri d’arte e in rassegne nazionali e internazionali.

Barberi Antonio
Forte dei Marmi, 1941
Barbieri Stefania
Via Roberto Lepetit, 180 RM
Barnaba Marzia
Via Dameta, 15 RM

062291717
Barnaba Antonietta
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Barni Roberto
Pistoia, 30.9.1939
Barone Eclario
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Bartocci Ezio
Espone alla Grafica Campioli nel 1992
disponibile:

cataloghi da consultare
Bartolini Luigi
Cupramontana, 8.2.1892
Roma, 16.5.1963
Bartolucci Maria Gabriella
Roma 13.1.1961

Via delle Alvizzie, 24 RM
062413110 - 3397448876
Basaldella Mirko

Udine, 1910
Cambridge 1969

disponibile:
Monografia "Mirko" edizioni Bora Bologna
Basaldella Afro
Udine 4.3.1912
Zurigo 24.7.1976
Bavenni Lello
n. Numana AN 13.2.1937
Residente 80069 Vico Equense (NA) Via S.Andrea, 38

www.bavenni.it
e mail: lello@bavenni.it
Bechu Florence
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Belkhoudir Dalil
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Bellardi Franco

Reggio Emilia, 1934

Espone alla Grafica Campioli nel 1987
Bellavista Veronique
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Bellini Enzo
S.Sofia, 9.9.1932

Disp. incisione all'acquaforte "Coniglio"
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Bellini Nino

Zurigo 1936
Vive e lavora aTrevignano Romano (Italy)
Appartiene alla famiglia di artisti Bellini di Verona - Venezia (1430)
www.ninobellini.it            Info@artebellini.it
Belperio Anna
Benci Iacopo
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Bendini Vasco
Bologna, 27.2.1922
Benedetti Giancarlo
L'opera recente di Giancarlo Benedetti rappresenta la migliore conferma di quello spirito di ricerca, insieme libero e rigoroso, che costituisce il tratto saliente della sua personalità, tanto sotto l'angolo artistico quanto sotto quello umano. (Estratto dal catalogo "Nuone dimensioni plurimediali", Roma 1986) Sergio Sorrenti.
Benedetti Paolo
- nome e cognome .............................Paolo Benedetti -
Luogo e data di nascita ...................Valmontone (Rm) il 22/06/1957 -
Indirizzo e cellulare ...........................Valmontone - Via dei Pini, 23 ........334-3478587 -
Sito web ed e-mail ...........................www.paolo-benedetti.net ........paolobenedetti2@inwind.it -
Gallerie di riferimento .......................\"Il Mondo dell\'Arte\" in Via Margutta e Via dei Castani, Roma \"Praeneste Arte\" Palestrina (Rm) \"Immagine Spazio Arte\" Via Beltrami, 9 - Cremona -
Biografìa ..............................................PAOLO BENEDETTI nasce a Valmontone (Rm) il 22 – 06 – 1957. All’età di 12-15 anni copia tantissime opere di Maestri antichi con ottima esecuzione. Nel 1975 ottiene la maturità artistica e successivamente la laurea in Architettura. Dopo circa 30 anni di astinenza pittorica, si ripropone con tenacia sulla scena artistica. Dopo un primo periodo, accompagnato volutamente da rappresentazioni figurative classiche, assistiamo ad una svolta positiva ad opera di una nuova ed originale veste grafica, capace di raccontare emozioni sovrapponendo segni istintivi e spontanei, ovvero grafismi contemporanei, sempre mirati all’identificazione del soggetto e nello stesso tempo catturare l’ attenzione dello spettatore. E’ presente su qualificati cataloghi d’arte, pubblicazioni, siti… ecc.
Benetti Andrea

Cognome Benetti Nome Andrea

Luogo Bologna Data di nascita 15 gennaio 1964

Indirizzo Via F. Zanardi, 56/4 Telefono cellulare
3389290128
 

 

Brevi cenni biografici
Andrea Benetti, nato a Bologna nel 1964, da diversi anni esprime con successo le proprie idee e la propria pittura, nel mondo dell'arte contemporanea. Oltre ad avere esposto in luoghi di grande pregio, sono ormai una decina i musei, le istituzioni e le importanti collezioni nazionali ed internazionali, che ospitano le sue opere in permanenza. Nel 2006, Andrea Benetti ha ideato e stilato il “Manifesto dell'Arte Neorupestre”, successivamente presentato alla 53. Biennale di Venezia, nel padiglione "Natura e sogni", presso l'università Ca' Foscari. In occasione dell'evento, sotto l'egida della Biennale, è stato pubblicato un catalogo, edito da Umberto Allemandi. Nel luglio 2010, il pittore bolognese è stato invitato ad esporre alla LXI edizione del Premio Michetti, la blasonata rassegna di arte contemporanea, che si tiene ogni anno dal 1947, nei mesi estivi, nel museo Michetti. A novembre 2010, la pittura neorupestre di Benetti è approdata a Palazzo Taverna (Roma), nella sede degli Archivi Legali Amedeo Modigliani, accanto alle opere di Andy Warhol, Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Keith Haring, Mario Schifano, Max Jacobs, Carlo Corsi, Jules Pascin, Guido Cadorin... in occasione della mostra intitolata “Portraits d'artistes”, curata dal presidente degli Archivi Modigliani, Christian Parisot e da Pierfrancesco Pensosi. Vittorio Sgarbi ha presentato il progetto della mostra all stampa. Sempre nel 2009, Andrea Benetti ha realizzato un libro da collezione, con tiratura numerata, intitolato “Esplorazione inconsueta all’interno della velocità”, in cui egli formula, e rappresenta con la propria pittura (dodici dipinti su tela), delle tesi innovative sulla velocità, in rapporto ai cicli storici ed alle civiltà, focalizzando l’attenzione sul desiderio di dominio dell'uomo. Hanno aderito al progetto e scritto nel libro, avvalorando l'importanza delle tesi sostenute da Benetti, una dozzina di autorevoli professori universitari. Inoltre, la parte critica riferita alle dodici opere pittoriche, è curata da importanti nomi del mondo dell’arte contemporanea. Il volume è stato acquisito da musei, biblioteche ed istituzioni internazionali. A suggellare questo percorso qualitativo, vi è l’acquisizione di un’opera di Andrea Benetti nella Collezione d’Arte delle Nazioni Unite, donata dall’Istituto Europeo Pegaso, in occasione delle
giornate del programma O.N.U. denominato “Academic Impact” (18 e 19 novembre 2010).
 
Presentazione del Manifesto dell'Arte Neorupestre di Andrea Benetti alla 53. Biennale di Venezia
Il Manifesto dell'Arte Neorupestre è stato pubblicato alla 53. edizione della Biennale d'Arte di Venezia, nel padiglione "Natura e sogni", presso l'università Ca' Foscari. La Biennale e l'editore Umberto Allemandi & C. hanno dedicato all'evento una pubblicazione:
http://www.andreabenetti.com/Biennale%20Benetti.pdf
http://www.andreabenetti.com/Manifesto%20dell%27Arte%20Neorupestre.pdf

Berrocal Miguel Ortiz
Espone alla Grafica Campioli nel 1988
disponibile:
cataloghi da consultare


Bertani Luisa


Disp. incisioni varie cm. 35x50
Berti Mauro
Genzano di Roma 4.2.1947

Via Calabria, 30 Genzano di RM
069390086
Berto Gian Paolo Visita la sua galleria virtuale
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI
GIAN PAOLO BERTO << torna indietro
GIAN PAOLO BERTOGian Paolo Berto è nato ad Adria (Rovigo) nel cuore del Polesine, il 26 novembre 1940. Intorno al 1953, la visita a una mostra del settembre adrianese in cui, fra la bicicletta di Coppi e altri cimeli della contemporaneità, sono esposti alcuni quadri, mette in moto la sua determinazione a dipingere (da tempo ha preso a disegnare, ricercando in sé i segni di una vocazione perché in famiglia è appeso un quadro dipinto da uno zio , che rappresenta una strada di Verona, e perché sua madre ha delle qualità).
Poco dopo, da una zia materna, riceve in dono dei colori a olio e realizza il suo primo quadro ispirandosi a una cartolina. Conosce Roberto Reali e Carlo Scarpari.
Presto cerca compensati e altri materiali e prende a far pittura continuativamente. Conosce Foster, pittore del paesaggio palustre, che stabilisce col ragazzo rapporti di stima come altri anziani (come il poeta dialettale Livio Rizzi o il critico drammatico Eugenio Ferdinando Calmieri), che individuano in lui i caratteri di una forte personalità artistica: partecipa a estemporanee organizzate all’interno del piccolo mondo culturale adriese.
In un primo dei suoi incessanti viaggi a Venezia, in gita di gruppo, disegna tutto il giorno, prefigurando il suo primo “San Marco” e stanca tutti parlando sempre di pittura.
Un’insegnante di architettura, Gisella Breseghello, vede per prima i suoi lavori e lo incoraggia a dipingere. Lavora con Franco Previatello.
Si lega di amicizia fraterna col pittore rodigino Gabbris Ferrari.
Nel 1956 gli organizzano la sua prima personale a Rovigo, nella “Piccola Galleria del Polesine” di Livio Rizzi. Vi espone fra l’altro un grande quadro ispirato ai contadini polesani che si intitola “i consunti”.
E’ un tema drammatico, le facce sono malinconiche. Qualcuno ne critica la scarsa piacevolezza. Carlo Levi, che visita la mostra, vuol conoscere subito il ragazzo. Su un libro delle firme lascerà un messaggio: “I brutti musi sono molto belli. L’arte è fatto di coraggio. Buon lavoro, Carlo Levi”.
Segue un periodo di grande lavoro, di dolore e di malattia. Cento giorni di ospedale durante i quali riceve ogni giorno, senza defezioni, la visita di Tono Zancanaro che lo apre al mondo dell’arte incisa.
In una delle sue visite alla Venezia della pittura e delle Biennali incontra Giorgio de Chirico e comincia a dipingere i suoi primi “San Giorgio Maggiore”. A vent’anni la sua famiglia si trasferisce a Roma. Alla ricerca inquieta di grandi spinte medita di chiedere a Giorgio de Chirico, che ha incontrato alla Galleria Russo in Piazza di Spagna, di prenderlo a lavorare come ragazzo di studio. Non lo farà. Molti anni più tardi sarà de Chirico (che intuisce il suo appassionato amore per la pittura e apprezza i suoi giudizi positivi sui nudi del suo periodo classico, malvisti dalla critica) a offrirgli di andare nel suo studio quando dipinge.
Va a Villa Strhol Fern a trovare Carlo Levi che si interessa ancora alla sua pittura, invitandolo a frequentare liberamente il suo studio e lo manda a conoscere Ranato Guttuso, che nello studio al 222 di Via Cavour lo accoglie con gentilezza. Sscriverà fra la’ltro di lui: “Mai visto in un giovane più furibondo e ostinato amore per la pittura, un più appassionato desiderio di definire figurativamente i sentimenti”.
Cerca di lavorare all’interno del suo lavoro di pittore. Visitando una mostra di Ugo Attardi alla “Nuova Pesa” di via Sistina conosce l’artista, al quale si lega subito di fraterna amicizia. I pittori coi quali sodalizza in quegli anni sono Pino Reggiani, Anna Salvatore. Poi conosce Enotrio, che gli fa conoscere il mondo drammatico e mitico del Sud. Ma resta forte e si accresce anche il suo legame con Tono con frequenti ritorni nel Veneto Conosce Osvaldo Forno. Conosce Marino Mazzacurati, che lo invita a fare scultura con lui nel suo studio agli orti della Farnesina.
Realizza collages, assemblages (alcuni verranno esposti, in una mostra a due con Aldo Braibanti, nel Circolo Culturale di viale Giotti. La mostra è visitata anche da Pisolini, che terrà una conferenza)
Nel 1963 la sua prima mostra significativa a Modena, al Palazzo dei Musei presentato da Carlo Levi, che Berto frequenterà con assiduità quasi quotidiana fino alla morte, in un rapporto esemplare allievo-maestro destinato a dare un’impronta e uno stile alla sua vita di pittore e di professore quando sarà chiamato (prima all’Accademia di Belle Arti di Macerata, poi a quella di Roma) a insegnare tecnica dell’incisione.
Le prime mostre a Roma: al Circolo Culturale Campitelli; due mostre alla galleria Marino in piazza Navona: opera grafica e “la passione secondo Ricasso” (dipinti e incisioni); alla galleria di Piazza Margana, in una esposizione a due con Giovanni Majoli che ha per tema la maternità. Espone a Piombino.
Poi le tre mostre dai Russo, fra le gallerie di Piazza diu Spagna e di Via della Croce e all’Arcobaleno in piazza Verdi. Fra gli altri lo presentano e scrivono di lui Carlo Levi, Renato Guttuso, Natalino Spegno, Berenice, Guglielmo Petroni, Tono Zancanaro, Ugo Attardi, Dario Micacchi, Claudia Terenzi, Giuseppe D’Agata, Dino Partesano, Gianni Rodari, Gianni Franceschetti, Renzo Bretoni, Glauco Pellegrini, Enotrio, Adolfo Chiesa, Nato Frasca. Espone al premio Bettona.
Nel 1979, la prima mostra antologiva nella sua Rovigo, a Palazzo Roncali, presentato al catalogo qesta volta da un sociologo, Macello Lelli che pubblica contemporaneamente un volume dedicato all’artista: “Romaberto”, edito dal Pomo d’aoro di Padova. Successivamente Berto espone a Segni (mostra antologica al Centro Culturale Polivalente). Quindi a Imperia, presentato da Carlo Cattaneo, dove conosce Giannetto Fieschi che gli diviene amico.
Espone in Grecia (a Atene alla galleria “Le Pleiades”, e a Creta, alla Biennale Internazionale di Grafica allIstron Bay). Seguono alcune mostre a Roma; alla”Ferro di cavallo”, dove presenta assemblages tra cui figurano opere fondamentali della sua ricerca nel campo della scultura oggettuale come “L’Orante”, o “La passione per Mirò”; lavori che vengono esposti commentati, opera per opera, da scritti di Cattaneo.
Successivamente espone all’Arte San Lorenzo (una mostra didattica o, maggio a Guttuso) con d’après sul San Ggirolamo del Colantonio che hanno interessato Dario Micacchi).
Espone con Pino Reggiani e Franco Mulas (opere grafiche) nella sede del P:C:I: di Campo de’ Fiori. Mostra alla sala espositiva del banco di Santo Spirito a Piazza del Parlamento con dipinti nel tema delle astronaute.
Mostra all’Arte San Lorenzo con opere dall’85 all’88, trasferita successivamente alla “Ferro di Cavallo” (e qui la ricerca di Berto porta avanti un attento sudio su l’opera incisa di Guido Strazza).
Berto ha appena finito di illustrare per l’editore Lombardi di Roma, con una serie di 43 acqueforti, “L’isola del tesoro” di Stevenson. Partecipa su invito alla Biennale Internazionale di grafica Vico Arte.
Realizza l’Atrio di Teatri Epistola di Aldo Braibanti.
Espone alla “Ferro di cavallo” una serie di opere dal tema del Presepio.
Presentazione del ciclo “Kappa” di Nato Frasca.
Mostra Antologica al Teatro Comunale “A. Rendano” di Cosenza (1991).
Illustra il numero di luglio (1991) con lavori su Mozart di “Psicoanalisi contro”.
Stampa per i tipi di Luigi Ferranti (cartella Amodeo) una raccolta di 12 acqueforti dal titolo “Il cavaliere occidentale” (1993).
Stampa per i tipi delle edizioni di Sergio Mazzocchi una cartella di 12 incisioni dal titoloo “Faust” (1994).
Fra l’estate e l’autunno del 1994, sempre a cura di Miceli, ha partecipato don dipinti, tecniche miste e incisioni alle mostre:
“Natura attraversata” Pisa e “Occasioni Rovesciate” (Maggiano). A Roma, sempre nel 1994 due mostre: una installazione, “Buona notte Man Ray” e una partecipazione alla collettiva – sulle copertine – col suo Pinocchio, libreria Grandmelò.
Mostra di incisioni a Chioggia – Chiesa di san Pieretto organizzata da Manlio Gaddi e Nico Ravagnan.
Escono due cataloghi monografici a cura di Nicola Miceli per la mostra antologica di Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno, pre il cui Gabinetto deiu Disegni e delle spampe viene accolta una scelta di sue opere. Jolena Baldini
Bianca Giulio
Siracusa 23.5.1940
Res: a Roma Via Tazio Nuvolari 252
065041962 - 3382894433
Bianchini Fabiola
Ronciglione 5.1.1952

Loc. Fontanaccie
Ronciglione VT
0761625925
Billi Luigi
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Firenze 1958

Espone alla Grafica Campioli9 nel 1992 - 2005
educazione
1979-84 Universita' di Firenze, Laurea in Psicologia
1972-77 Liceo Artistico Barbarino, Genova

personali
2001 - Old Fashion CafË, Palazzo della Triennale, Milano Untitled Kisses - Centro culturale San fedele, Milano Hombres - Libreria Babele Galleria, Milano Racconti umani - Albrizi, Milano Io ricordo i tuoi ricordi 2000 - La Corte Arte Contemporanea, Firenze Hombres - Ninni Esposito Arte Contemporanea, Bari Hombres - Lo Spazio Gallery, New York Cara mamma, stiamo tutti bene. Caro babbo, siamo tutti morti 1999 - Temple Gallery, Roma Hombres - New York University, New York Hombres 1997 - AOC F58, Roma Della sopravvivenza: tecniche e motivi 1996 - Explorer Coffee Gallery, Roma Inconsci Collettivi 1994 Museo di Villa Adriana, Tivoli A casa di Adriano 1993 - AOC F58, Roma Donne, dieci apparenze Ornella Mignone & MuseoTeo, Milano Duplex 1992 - Roma & Arte, Roma Giovani artisti per nuovi collezionisti 1990 - Opening, Roma Paesaggi in casa

website:  www.luigibilli.com

disponibile:
cataloghi da consultare
Binga Tommaso
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Biondi Marco
Espone alla Grafica Campioli nel 1994 - 1995
Birolli Renato
Verona, 10.12.1905
Milano, 3.5.1959
Blasetti Egidio
Espone alla Grafica Campioli nel 1996

Disp. pastello cm. 40x50.
Boccioni Umberto
Reggio C., 19.10.1882
Sorte, 17.8.1916
Bodini Floriano
Gemonio, 8.1.1995
Boetti Alighiero
Torino, 1940
Roma, 29.4.1994
Bonafede Emanuele
Prima mostra personale alla Galleria Crispi nel 2007. Presentato da Emilio Conciatori
...una inesauribile fonte di dare e di sapere: Di conoscere e di apprendere...
Bonamano Alessia
Piazza Apollodoro 57D RM
Bonifazi Monica

Espone alla Grafica Campioli nel 1997
Disp. piccolo pastello ceroso.
Bonomo Bonomo
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Boresta Giuseppe
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Borghese Franz
Roma, 21.1.1941
Borra Pompeo
Milano, 28.1.1948
idem, 5.11.1973
Borrello Ciriaco Francesco
indirizzo Via Chiantusello 4, Borgone di Susa (To)
tel 0119641990
e-mail abcf@hotmail.it
Bottaro Angelo
Siracusa 15.8.1934

Via Tiburtina, 65 Villalba di Guidonia
0774373273
Bournens Bruno
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Boy Gino
Via Cantalupo, 4/b
Rieti
Studio:
Laudamia Studio Lyne
Via Cantalupo, 30
02100 Rieti
Tel. Fax. 0746496639 - cell. 335.7077446
http://www.ginoboy.it
e-mail: ginoboy@libero.it
Bragato Gioacchino
 

Espone alla Grafica Campioli nel 2007
Brancaccio Gabriella
Via Fringuello, 76 RM
3472243429
Branislaw Petrovic
Serbia
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Brindisi Remo
Roma, 25.4.1918
Lido di Spina, 25.7.1996
Bruni Gianni
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI
Taranto 24 dicembre 1935 – Roma 22 ottobre 1995.

Espone alla Grafica Campioli nel 1984 - 1985 - 1989 - 1990 - 1992 - 1993 - 1993 - 1996 -
Laureato in architettura, realizza con le chine colorate, immagini surreali, scrive meravigliose poesie sempre legate al mare perché il mare era nel suo Dna. Bonavita, Selvaggi, Civiello, Pillon, Tallarico, Perfetti, Naucer, Mosca e molti altri ne hanno elogiato l’opera ma ci piace ricordare quel passo della presentazione di P. Mosca che dice "…pittore, incisore, urbanista, navigatore, poeta e soprattutto, uomo con la U maiuscola: questo fu Gianni Bruni, un figlio del sud e delle altre e più vere, Puglie. Un uomo che ha trasportato la sua e la nostra vita con versi sublimi e tele incantatrici, nelle onde spirituali dell’umana avventura.

disponibile:
cataloghi da consultare
Bruno Anna
Padova 5.1.1933

Via Dino Frescobaldi, 24 RM
068272110 - 3470360943
Bueno Antonio
Espone alla Grafica Campioli nel 1987
Buffa Pino
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Bulfarini Franco
Ravarino MODENA

residente a 41017 Ravarino MODENA
via della Resistenza, 213
cell. 3392494224
bulfarte@gmail.com
info@labottegadegliartisti.org
www.pitturiamo.com
Burri Alberto
Città di Castello, 12.3.1915
Nizza 13.2.1995
Espone alla Grafica Campioli nel 2002
BUSOLI (DIDO) GIANNI
lEGNANO (Mi) 30 MAGGIO 1933
Residente a San Vittore Olona (Mi)
Corso Sempione, 126
tel 0331515777
e-mail dida.busoli@gmail.com
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Caccavella Enza
Espone alla Grafica Campioli nel 1997
Cacciamani Angela
Spoleto (Pg) 6.4.1955
Ab. Trevi (Pg) Via Bocca del termine, 14
www.angelacacciamani.com
info@angelacacciamani.com
Galleria perswonale a Trevi in Via Zappelli, 3
Cacianti Virgilio
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI
             - Roma
Espone alla Grafica Campioli nel 1986 - 1990 - 1992
Artista figurativo, pittore, scultore e incisore ha eseguito numerose opere grafiche soprattutto mediante l’uso dell’acquaforte e della litografia. La sua formazione artistica è avvenuta all’Accademia di Belle Arti di Roma con Grassi e Rivosecchi.

Disp. incisioni varie.
Cafolla Maria Rosanna
Roma 17.11.1952

Via Augusto Lupi, 44 RM
062677837
Cagli Corrado
Ancona, 1910
Roma, 1976

Nessuno sa della psiche se non il perimetro di un impenetrabile labirinto, ove, tuttavia, i processi associativi sondano e traggono, da una illimitata congerie, argomenti, vocaboli, forme, sensazioni, al fine di comunicare ed esprimere. Nessuno più dei moderni ha investigato lo spessore di quei sentimenti che occultano, in semi sparsi, la memoria della storia dell'uomo... un grande pittore, nel mondo moderno, deve dià da solo accogliere nell'orbita della sua creatività una dialettica complessa, lasciando la propria funzione maturare nel magma delle contraddizioni interne, a suo rischio e a suo danno.
CORRADO CAGLI

Espone alla Grafica Campioli nel 1988
disponibile: 
Il pastorello - 1968  serigrafia su carta di riso cm. 54x32 - battute di colore 7.
Cataloghi e ampia selezione di monografie da consultare
Calabria Ennio
Tripoli, 1937
Caldarelli Biagio
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Calderaro Angela
tel 338.3293764
www.xseven.it/artisti/calderaroangela
figurativoclassico@libero.it
Caloi Paolo
Verona 27.10.1960
Res. in Via Damiano Chiesa 3A     37057 Pozzo di San Giovanni Lupatoto (Verona)
347983836 - 3485274418
www.paolocaloi.it
e.mail paolocaloi@gmail.com
Campegiani Franco (Poeta)
E' presente alla Grafica Campioli con "Chiaroscuro" ass.cult.
Campidori Paolo
Fotografo, pittore, giornalista e scrittore.
tel studio 3476530891
tel abitazione 0556503539
e-mail paolo.campidori@tin.it
sitoweb: www.paolocampidori.com
Campigli Massimo
Berlino, 1895
S.Tropez, 1971
Campra Rosalba
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Canè Carlo
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Canevari Angelo
Espone alla Grafica Campioli nel 1988
disponibile:
cataloghi e monografie da consultare
Cangemi Andrea

SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Espone alla Grafica Campioli nel 1981
è nato a Monticiano in provincia di Siena il 23.10.1951. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Macerata. Si esprime prevalentemente con un linguaggio figurativo. Vive e lavora a Iesi.

disponibile:
catalogo da consultare
Canova Bruno
Espone alla Grafica Campioli nel 2003
Cantatore Domenico
Ruvo di Puglia 15.3.1906
Espone alla Grafica Campioli nel 1982
Canuti Nado
Bettolle (Siena), 1929
Capogrossi Giuseppe
Roma, 1900
idem, 1972
Espone alla Grafica Campioli nel 2002
Capone Enrica

SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI
Architetto, docente di storia dell'Arte, esperta di Arti decorative. Inizia l'attività negli anni settanta, prediligendo il figurativo (Olio, acquarello, tempera) Dal paesaggio che mescola materie e temi architettonici, si evolve verso lo studio della forma/corpo e della sua interazione con la forma/materia (impasti di terre, sabbie, gessi e cere). Ha al suo attivo importanti incarichi di decorazione in Italia (Roma, Capri) e all'estero (Paris).

Caputo da Roma
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Pittore, scultore, grafico, ceramista.
Nato a Carosino nel 1943  trasferito a Roma: nel 1965 si specializza nel settore dei costumi per il teatro, il cinema e la televisione.Le sue creazioni sono acquistate da collezionisti privati e pubblici in Italia e all’estero. Attualmente è presidente dell’associazione culturale www.duellmemorial.com 
Carabba LeoNilde
Monza 28 novembre 1938
Sesto San Giovanni (Milano)
20099
Via Damiano Chiesa, 26

rif. galleria
Sinopia Laboratori
Via Dei Banchi Nuovi, 21 a-c
00186 Roma
www.sinopialaboratori.com

Si forma nella Milano artistica degli anni 50-60. Nel 1961 fa la sua prima personale alla Numero di Firenze.
Carena Felice
Cumana 13.8.1897
Venezia 10.6.1966
Carli Monica
Via Giorgio del Lullo, 147 RM
0652453407 - 3383962441
Carmassi Arturo

Lucca, 1925
Espone alla Grafica Campioli nel 1991
Disp.
Incisioni 58x46,5 - serigrafie 35x50 e 58x78

cataloghi e monografia
Carone Michele
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Carpineti Anna
Studia sassofono classico al conservatorio di Fermo fino all'età di 21 anni, poi si dedica completyamente alla pittura con innumerevoli mostre d'arte originali e divertenti con l'artista Silvio Craia e il poeta Giovanni Prosperi, tipo "ai piedi dell'arte" con disegni sotto la suola delle scarpe, "sculture di sapone" opere in saponette marsiglia, "l'opera peggiore" mostra dell'opera più brutta, "amici di Emilio Villa" a Bologna galleria Cattani, "cenere" con opere calpestabili alla galleria Mancini di Montegranaro e tante altre. 
Carrà Carlo
Quargnento, 1881
Milano, 1966
Carroll W. Robert
Espone alla Grafica Campioli nel 1982
disponibile:
cataloghi da consultare
Caruso Bruno
Espone alla Grafica Campioli nel 1981 - 1985 - 2004
Palermo 1927.
Vive e lavora a Roma. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza frequenta i corsi liberi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. E’ presente nelle più importanti manifestazione d’arte contemporanea. Tra gli altri hanno lasciato la propria testimonianza sul suo lavoro: Argan, Sciascia, Fazio, Basaglia, Bilardello, Ciavai, De Micheli, Fagone, Giunta, Grasso, Hiepe, Mercuri, Micacchi, Solmi, Sinisgalli, Tobino, Usiglio, Volponi, Carluccio e molti altri.

Disponibile:
serigrafia 50x70  - disegno "figura" 30x42 - disegno scena  teatro 76x106    
cataloghi e monografie da consultare

Casavecchia Gino
Studio d'arte
progetti e realizzazione su disegno
oggetti e sculture d'arredo
lavori personalizzati restauro marmi pietra e graniti
Espone alla Grafica Campioli nelk 1995 - 1996
www.ginocasavecchia.it
Cascella Tommaso
Roma 10.7.1951
Cascella Michele
Ortona 7.91892 - 27.8.1989
Espone alla Grafica Campioli nel 1991
Casolaro Gea
Espone alla Grafica Campioli nel 1991 - 1995 - 1996
Casorati Felice
Novara, 1893
Torino, 1963
Casorati Francesco

Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Disp. incisioni "farfalle"  50x70
Cassinari Bruno
Piacenza, 1912
Milano, 1992
Castellani Enrico



Disp. bassorilievo Achille Mauro Editore
Cattaneo Carlo
Alassio 19.3.1930
CAZZADORI MARIA TERESA

Maria Teresa Cazzadori. www.cazzadori.com-m.t@cazzadori.com-t.cazzadori@virgilio.it

Pittrice, scultrice e maestra ceramista. Ha partecipato a numerose personali e collettive. All’estero: New York, Singapore, Parigi, Madrid, Tokio, Barcellona, Basilea, Valencia, ecc. In Italia: Verona, Roma, Venezia, Milano, Firenze, Bari, Pisa, Torino, ecc. Dal 1990 si occupa anche di grafica tradizionale e sperimentale. Fa parte di Atelier Aperto, a Venezia.

Galleria di riferimento:Spazio 6-Verona.

Una semplice riflessione di Maria Teresa Ferrari sul lavoro attuale di Maria Teresa Cazzadori

"Perché, per Maria Teresa Cazzadori, la fuga da quel bianco assoluto alimenta la ricerca, incalzante- martellante di un esile filo. Un filo che lega a un altro filo, e poi a un altro, e a un altro ancora.

In questo “incompreso dondolio di riflessioni e di tormento”, quel filo si fa sguardo.

Verso il cuore, la vita, la natura, il mondo.

Alla ricerca ostinata dell’ “origine della ricerca incomprensibile”.

La insegue quell’origine, “addentrandosi nella palude”, “cogliendo oltre la barriera l’orizzonte”,   “osservando l’orizzonte e scavalcandolo”, “superando il visibile”, “contemplando oltre il punto d’origine la scia dell’ultimo riflesso”.

Cazzaniga Giancarlo
Monza, 1930
Ceccobelli Bruno
Montecastello Vibio, 1952
Celli Italo

Nasce a Roma nel 1949 dove vive e lavora.

Cenci Franco

Monterotondo 2.1.1958
Espone alla Grafica Campioli nel 1989 - 1991 - 1992 - 1995 - 1996

Cerroni Fabio
Espone alla Grafica Campioli nel 2003
disponibile:
catalogo
Cesetti Giuseppe
Tuscania 10.3.1902 - 19.12.1990
Cesselon Angelo
Settimo di Cinto Caomaggiore- Venezia, 1922
Velletri, 1992
Cesselon Alessandra alexandrella@yahoo.it
Si è diplomata al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Roma.
Ha studiato grafica e costume con Achille Perilli e Dario Cecchi; poesia e criticsa con Alfredo Giuliani, Angelo Moneta e Nello, Ponente, pittura nello studio del padre Angelo Cesselon che è stato tra i più nori ed importanti pittori italiani di manifesti cinematografici del dopoguerra. Si è laureata in Storia dell'Arte Medievale ed ha insegnato storia dell'arte e discipline artistiche. Nel 2001 ha nfondato il Movimento Culturale "La Transcritica" che ha come scopo la promozione dell'arte e della culktura. Di esso fanno parte poeti, scrittori, musicisti, attori, danzatori ecc.
Chessa Gigi
Torino 15.5.1898 - 23.4.1935
Chessa Paolo
Porto Torre 1924

Via P.del Giudice, 12 RM
0671544748
Chia Sandro
Firenze, 1946
Chianello Maurizio maestro,chianello@alice.it
sito web: dal motore google: www.webalice.itmaestro.chianello
Ciaffaroni Paolo
Paolo Ciaffaroni è uno scultore singolarissimo nel panorama contemporaneo, per lui l’arte è ricerca continua tra arcaismo e attualità, che abbraccia più cose e in esse, sconfina liberamente. Come un alchimista egli modella con la stessa energia anche l’aria e il vuoto intorno alla materia . Con le mani plasma l’argilla la trasforma e crea forme scultoree che si basano su un mondo particolarmente puro primordiale, pieno di sensazioni che ruotano attorno al tema dell’essenza antropomorfa di alcune forme/tipo dall’arcaico sapore emblematico. Spacca la pietra, il tufo, cambia la forma in orizzontale e verticale con incastri di materiali diversi per creare opere che fanno ben capire la visione che egli ha del rapporto tra la scultura e gli spazzi esterni. Di effetto architettonico sono le sue ultime opere, non isolate dal luogo in cui oggi si vive e che testimoniano la realtà metropolitana con le sue lacerazioni. L’occhio dell’artista che osserva l’architettura delle costruzioni ne coglie gli aspetti monumentali e quelli in rovina, che si affiancano, restituendo, a questi ultimi, la loro bellezza trasferendoli, simbolicamente, nelle sue opere attraversate da elementi precisi: la compattezza del cemento in blocco contro le crepe interne in cui si intravedono rete, ruggine, grovigli di ferro, miracolosamente superstiti ad una deflagrazione naturale. Tutto ciò è fortemente visibile nelle ultime creazioni architettoniche di Ciaffaroni che privilegia la possibile monumentalità della scultura facendo coincidere “grandezza” e “leggerezza” attraverso materiali lungamente sperimentati, dove conquista intimamente lo spazio e la materia, evocando la “resistenza” dell’opera che simboleggia l’azione realizzatrice di un profondo desiderio di libertà da un lato, e dall’ altro di trasmettere un senso di solidarietà verso gli uomini, verso la natura, verso la vita.
Ciampi Antonia
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Cianci Fabiola
Roma 10.6.1985

Via Galileo Galilei, 8 Fiano Romano
0765389613
Ciuffarella Pio (fotografo)
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 2005
Clerici Fabrizio
Milano 15.5.1913
Roma 8.6.1993
Cocola Francesco
Nasce a Siena nel 1938, vive e lavora ad Ancaiano (Sovicille - Siena) Podere Casanova, 136
Collodi Isabella
Roma, 1957
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Conti Primo
Firenze, 1900
idem, 1988
Conti Fabio
Roma 12.6.1974

Via Tommaso Smith, 44 RM
Cori Claudio www.cori-art.de
Roma 25.5.1955

Opere in permanenza presso la galleria Il Mondo dell'Arte
Corpora Antonio
Tunisi 15.8.1909
Cossari Vincenzo
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

E' nato a Badolato (Catanzaro) il 16 ottobre 1949, nel 1972 è a Roma dove frequenta l'ambiente pittorico romano.
Espone alla Grafica Campioli nel 1990
disponibile:
catalogo
Costantini Gian Luca
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Crapes Carlo
Curtarolo (PD) 1945
Cremona Italo
Cozzo Lomellina 18.4.1905
Torino 2012.1979
Crippa Roberto
Milano, 1921
Bresso, 1972
Cubeta Rodolfo
Roma 23.7.1955

Via M.te Petroso, 15 RM
068175212 - 3332196667
Cuniberti Pier Achille
Padulle di Sala Bolognese 10.10.1923
Curci Alessandra
Roma 12.6.1974

Via Caterina Troiani, 125 RM
065291027
Cusani Dario
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Cusatelli Claudio
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Cuticchia Maria Luana
Catanzaro 5.8.1963

Via dei Castagni, 59 Lariano RM
069656224
mlcuticchia@itiscali.it
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
D'Anolfo Americo
Sabaudia 4.7.1944

Corso della Repubblica, 54
04100 Latina

0773690484 - 3388142499
e.mail     ameriko4407@gmail.com

Pittore, scultore, orafo, espressionista
D'Arvia Rossana
Roma 26.1.1944

Via Nanchino, 232 Rm
0665202854
D'Ascenzi Giancarlo
D'Ottavi Amleto
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Roma, 1923 - 1989 
Espone alla Grafica Campioli nel 1981 - 1985 - 1987
Disponibile
xilografie 50x70

monografie da consultare
Guido Giuffrè - Un incisore a Roma oggi
De Andreis Giovanbattista
Badalucco 6.6.1938
De Bonis Emilio
Cosenza 4.11.1941
residente a Latina Via Signorini, 4  cap.04100
tel 0773624489 - 3470698864
debonisemilio@libero.it
Galleria Americo D'Anolfo
De Chirico Giorgio
Voloi 10.7.1888
Roma 20.11.1978
Espone alla Grafica Campioli nel 2001
De Conciliis Ettore
Avellino 4.9.1941
De Dominicis Roberto
Monterotondo,Via Verdi, 2    00015
3286654114
dedoroberto64@libero.it
www.robertodedominicis.com
De Gregorio Giuseppe
Spoleto 11.8.1920
De Lisio Emilia
Via Labicana, 45 RM
0677202010
De Luca Igino
Espone alla Grafica Campioli nel 1991
De Luca Nino
Espone alla Grafica Campioli nel 2002
De Nitto Rosa
Piazza Cimone, 1 RM
De Pisis Filippo
Ferrara 11.5.1886
Milano 2.4.1956
De Santis Giovanna
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Del Donno Antonio

Galleria Irpinia Arte (Av) Galleria Margutta 102 (RM)
E' stato costituito nel dicembre 2008 il Museo Permanente del maestro Antonio Del Donno Via Tenente Flavio, santa Croce del Sannio (Benevento)
te. 3484921000
Antonio Del Donno è nato a Benevento il 27-11-1927. Ha frequentato l'istituto tecnico per Geometri negli anni 1945/50,
WWW.ARCHIVIODELDONNO.COM  WWW.DELDONNO.COM
Del Pezzo Lucio
Napoli 1933
Denti Edmondo
Espone alla Grafica Campioli nel 1991
Depero Fortunato
Fondo 30.3.1892
Rovereto 29.9.1960
Di Biagio Vanda
Roccagiovine 23.5.1950

Via Monte Bianco, 194 Guidonia RM
Di Carlo Francesca
Via Prospero Alpino, 20 RM
Di Cuonzo Ida
Di Fiore Myriam
Roma 7.10.1963

Via Cenischia, 4 RM
0681234927
Di Girolamo Mauro
Palermo nel 1984

mauropittore@alive.it
Di Giulio Graziano
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Di Iorio Felice
Salcito 20.2.1957

Via Flavio Domiziano, 9 RM
065414097
Diamanti Elisabetta
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Roma 1959
Espone alla Grafica Campioli nel 1993 - 1996
Dieppa Amarilis Veliz
Espone alla Grafica Campioli nel 2001
Dionisi Rita
Via Terme di Traiano, 38 RM
076627599
Docimo Stefano (Poeta)
E' presente alla Grafica Campioli con Mario Lunetta e Vanni Rinaldi con "Scacco al Re" 1988
Donghi Antonio
Roma 16.3.1897
Roma 19.7.1963
Donzelli Bruno
Napoli 12.4.1941
Dorazio Piero
Roma 29.6.1927
Dottori Gerardo
Perugia 11.11.1884
idem 13.6.1977
Dova Gianni
Roma 8.1.1925
Pisa 14.10.1991
Ducasse Paolo
Espone alla Grafica Campioli nel 1992 - 1994 - 1996
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Engler Berndt
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Evangelista Marco
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Fabbri Agenore
Pistoia, 1911
Fabbri Agenore
Pistoia 20.5.1911
Fabi Nunzia
Roma 13.5.1953
Espone alla Grafica Campioli nel 1990 - 1998
Fabrizi Stefania

Roma, 1958
Espone alla Grafica Campioli nel 1994 - 1995 - 1996
Disp. tecnica mista 1994
Fabrizi Daniela
Espone alla Grafica Campioli nel 2005
FAGGI REMO

Corteolona Pv: 17.08.1923
studio ed esposizione permanente a: Santa Cristina e Bissone Pavia Viale Rimembranze, 12
038270175 cell. 3403032450  
   
                                           

ref. Vescovado di Pavia e Tortona - Centro Culturale "Barbieri" Broni - Pavia

Faiola Viviana
S.Apollinare 1.1.1950

Via Colle Iannucci, 73 Sant'Elia Fiume Rapido, FR
0776428887
Falbo Marisa
Marisa Falbo nasce a Palermo dove frequenta il Liceo Artistico e l'Istituto d'Arte
info@marisafalbo.com
Fattorini Santa
Via Cosimo Morelli, 41 RM
0650796391
Fava Vittorio
Vittorio Fava è un artista versato in varie forme espressive che ha iniziato negli anni Settanta in ambito neorealista e po, creando, fin da allora, oggetti. Realizza sculture spesso luminose, oggetti e dipinti materici. Si è dedicato anche alla fotografia, come dimostra la sua presenza alla rassegna di Frosinone (1982), ed alle performance. Tra queste ultime si ricordano "Nel rosso rossore" con Vitaldo Conte al Folk Studio di Roma nel 1984 (Riproposto a Roma ai Magazzini Generali e al Teatro dell'Orologio nel 1985) Con Vitaldo Conte al Centro di Sarro di Roma nel 1986. Numerosi sono i suoi film d'artista e audiovisivi, anche con Salvatore Giunta che sono stati proiettati in Gallerie, Spazi Pubblici, Cinema d'essai. Crea mobili fantastici e onirici al primo dei quali ha dato il nome Mnemosine. Ricicla, per le sue creazioni, oggetti trovati. Vasta è la sua produzione di libri d'artista con i quali a partecipato a numerose mostre collettive. In un curricula di tutto rispetto annovera numerose partecipazioni illustri e ordina personali di grande successo.
Fazzini Pericle
Grottamare, 1913
Roma, 1987
Febbraio Pierluigi
Roma 21.6.1976
Via Andretta 10 RM
3492838524
Ferretti Alfredo Libero (fotografo)
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Roma 1919 - 4 gennaio 2007
Espone alla Grafica Campioli nel 1986 - 2005
Disp. fotobromografia circa 50x70
Festa Tano
Roma 1938 - 1988
Fila Eliana Maria
Circonvallazione Gianicolense 356 int 3 RM
Fiocco Massimo
Fiorentini Paolo
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Fioroni Giosetta
Roma 24.12.1933
Fissore (Fissore)

disponibile:
serigrafie 50x70
Fiume Salvatore
Comisa 28.10.1915 - 4.6.1997
Floridi Stefania
Roma 8.7.1959

Via Tito Livio, 64
Guidonia Montecelio RM
0774367119 - 3479385752
Fogli Andrea
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Fontana Lucio
Rosario Santa Fè 19.2.1899
Varese 6.11.1986
Fontanella Nuccio
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Padova nel 1936. - Roma 2003 ?

Nuccio Fontanella è stato uno scultore di  alto rango sull’opera del quale hanno scritto Gianfranco Ajello, Anna Chiara Anselmi, Luigi Bennati, Sergio Bernardi, Carlo Captano, Michele Gennaio, Renato Civello, Maurizio Conconi, Vitaldo Conte, Riccardo Corti, Monique Donej, Jves Florrel, Carlo Fumagalli, Jean R.Gisler, Mario Gorini, Werne Liechti, Fausto Marzioli, , Guerrino Mattei, Paolo Mei, Elio Mercuri, A. Mita, Monteverdi, Bruno Morini, Carlo Munari, Giuseppe Nasello, Gianna Pagani Paolino, Ermanno Polla, Dino Rigido, Paolo Rizzi, Salvatore Sabatino, Alberto Scotti.
Ha esposto alla Grafica Campioli nel 1986 - 1991 - 2002
disponibile:
Testa di resina- colore azzurro -
cataloghi
monografia da consultare
Fontenla Ines
Argentina
Espone alla Grafica Campioli nel 1996 - 1996 - 1996
Formiconi Lamberto
Espone alla Grafica Campioli nel 1990 - 2005
Fornili Alessandro
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Modena 1941
Espone alla Grafica Campioli nel 2005 - 2006
Ha studiato a Modena dove attualmente attività nel settore della pubblicità
Fortini Carlo
Espone alla Grafica Campioli nel 1995
Fortunato Franco

ROMA 1946
Vive e lavora a Roma dove si è formato.
Espone alla Grafica Campioli nel 1993
Fouad Ali
Curdistan
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Franchi Massimo
Roma 28.6.1953

Piazza Ronchi, 16 RM
062753368
Francia Mimmo

Modena 1942
Espone alla Grafica Campioli nel 1988
disponibile:
monografia e cataloghi da consultare
Frascione Enzo

Napoli, 1929
Espone alla Grafica Campioli nel 1987
Disp. disegno 30x40
Frolet Elizabet
Madagascar
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996 - 1996
Fulgidezza Agatino
Firenze 23.11.1943

Via San Gimignano, 54
RM
068802940
Funi Achille
Ferrara 26.2.1890
Appiano Gentile 1972
Furia Ercole
Ercole.furiatele2.it
www.realitycolor.com
Furiosi Furio
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Gaddi Laura

Dal catalogo della mostra “Ad Maiora!” Dicembre2010/Gennaio 2011

 

Una spirale di colori, un vortice di linee e la forza del multi materico fanno dell'opera della Gaddi un vero resoconto pittorico del proprio vivere con se stessi.

La libertà di assecondare la propria indole, sicuri di ciò che si è nel presente e che si è divenuti con l'azione del tempo. La consapevolezza dell'essere se stessi e di piacersi. Mai divincolato dalle critiche, dai giudizi e dai consigli, affrancandosi così dal delirio d'onnipotenza che seguirebbe all'assenza di essi. Sapersi mettere in discussione, assoggettarsi alle obiezioni, non soccombervi ma, anzi, su di esse costruire il proprio mondo.

Esattamente quel micro cosmo ricreato dalla Gaddi : un manto di colori vigorosi ricoperti da una falda resina, con il doppio compito di rispecchiare le immagini su essa riflessa e di rendere lucido e trasparente, ma non tangibile, ciò che vi è sotto. Un nido soffice, con le piume che la Gaddi ha posto nel nucleo del dipinto . Un universo personale, tutto suo, tutto nostro, messo al sicuro dagli assalti del mondo esterno. Un nascondiglio eretto sulle esperienze del passato in cui rifugiarsi ora nei momenti di debolezza. Un angolo di paradiso dove ci si può accoccolare sicuri, per trovare spiragli di luce.

 

 Annamaria Izzo

 

Nota biografica


Nata a Roma nel 1975, Laura Gaddi vive e lavora a Palombara Sabina  RM.
Diplomata all'I.P.S.I.A. A. Diaz di Roma 60/60 in disegnatrice stilista di
moda.

Esordisce nel 2009 con una mostra personale che la incoraggia a proseguire
con mostre a carattere internazionale collettive:
Alla sua prima mostra vince il concorso con l'opera più votata.Villa Orsini, Scorzè Venezia

Esporrà poi a Perugia nelle vie di Corso Cavour, a
Mirano, Venezia;ed a Civitavecchia, Roma.

Nel 2010 espone al Forte del maschio Michelangelo a Civitavecchia, Roma ;
presso il Museo Civico del Castello di Santa Severa, Roma ; a Trieste, a
Genova presso Palazzo Stella come artista finalista del SaturaPrize e ancora  a Roma presso il Palazzo Ferdinando di Savoia

Vincitrice del 6° concorso calligrafico internazionale 2010 con l'opera “Lato
b” abbecedario figurato (figura creata con le 26 lettere dell'alfabeto).

Nel 2010 collabora con un'impresa artigiana di ristrutturazioni con la quale
realizza dei suggestivi intarsi su pavimento.


Realizza “ delle pittosculture” ovvero delle opere pittoriche, dove con
l'aiuto della resina vengono inclusi dei materiali (alcune volte la stessa
resina) creando dei rilievi ed opere multi materiche.

 

            Prossimi eventi

 

            Dal 20 Gennaio al 24 Febbraio 2011 “Materiam Suberabat Opus” MiwArt -Miwa SPA-       Roma

 

            Dal 29 Gennaio al 10 Febbraio 2011 “Sight Il senso della vista” presso Degli Zingari   Gallery ,Roma

 

            Dal 14 Febbraio al 03 Marzo “micro2” Associazione Circuiti Dinamici, Milano

 

Gaddi Laura
gaddiarte@libero.it

339.43.23.450

 

Galli Giuseppe
Via Basento, 46 RM
3477346624
Gamba Ilde
Altomonte 19.8.1958

Via Fontana Rosa, 4 RM
06270261
Gambelli Valter
Fano, 1953
Espone alla Grafica Campioli nel 1984
disponibile:
tecnica mista 76x107
Gandolfo Bianca
Pola 11.3.1929

P.zza N.S. di Guadalupe, 19 RM
0666560319
Gazzellini Marcello
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Genta Gian
Nato a Savona il 15.3.1944
Residente a Savona in Via San Francesco, 3
tel. 019801988
3925495424
sito web  www.giangenta.com
email info@giangenta.com
Gentilini Franco
Faenza 4.8.1909
Roma 5.4.1981
Gerardis Andrea (Ginevra)
Roma 25.1.1975
Res. Via Cipro 77 RM
0639726104
Ghirri Luigi (fotografo)
Scandiano, 1943
Roncocesi, 1992
Espone alla Grafica Campioli nel 1984 - 2005
Disponibile:
foto varie
catalogo e monografia da consultare
Giambrone Silvia gedicht7@hotmail.com
Agrigento, 1981
Giancaspro Felice
Molfetta (Bari)17.11.30
Terlizzi BariViale Federico II 11/c
info 0803510287 m- 3406893136
e-mail enzogiancaspro@libero.it

www.felicegiancaspro.it
Giannetti Antonio (Fotografo)
Espone alla Grafica Campioli nel 1983 - 1985
Giardini Gabriele
Roma 26.3.1975
Giardini Gabriele
Roma 26.3.1975

Via Arturo Graf, 46 RM
0686896078 - 3289460669
Giordano Maria Grazia
Torino 1.12.1927

Viale Libia, 98 RM
0686219427
Giovannini Mauro
Espone alla Grafica Campioli nel 2002
Giovannini Sandra
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Espone alla Grafica Campioli nel 2003
Giuliani Cesare
L'Aquila 15.3.1944
Via Aldo Moro 43
66054 Vasto CH

e-mail Caesar1234@libero.it

 
Giunta Salvatore
Espone alla Grafica Campioli nel 2004
Gnisci Maddalena
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Gnoli Domenico
Roma 3.5.1933
New York 17.4.1970
Gorga Giulio
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Grabiele Nicola


grabiele@bluewin.ch
www.grabiele.ch

0041522024432
0041788767870
Grammenos Cornelius


disp. multiplo di cartone.
Granata Rosanna
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Grassi Tullio
Via G.B.Amendola, 37 Salerno
089723048
Greco Emilio
Catania 11.10.1913 - Roma 5.4.1995
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
disponibile:
cataloghi da consultare
Grecò Edoardo
Verzino 1949

Consigliamo di visitare il sito
                          http://www.edoardo-greco.com
Gritti Calisto
Bergamo 26.12.1937
Groccia Gianfranco
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Grosso Gianfranco
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Guadagnuolo Francesco
Espone alla Grafica Campioli nel 2001
Guadalaxara Doriana

Nasce a Formia il 28 gennaio 1982.
Residente in Via Pietro Fedele (/ - 04026 Marina di MInturno Latina
tel 1771683302 fax 0771680116 cell. 3284247128 - 3466008075
sito web WWW.DORIANAGUADALAXARAJIMDO.COM   
E-mail  DORIANA.GUADALAXARA@HOTMAIL.IT

Nel giugno del 2000 si diploma al Liceo Artistico Statale Bragaglia di Cassino (Fr), ramo architettura. L'anno successivo, consegue il Corso Integrativo "facoltativo" presso lo stesso Istituto. Nel settembre 2001 si trasferisce a Roma dove s'iscrive al Corso di Decorazione dell'Accademia di Belle Arti, che terminerà nel luglio 2006, con il massimo dei voti (110 e lode / 110). Nell'ambiente artistico della capitale i grandi maestri dell'arte contemporanea, come Gianpaolo Berto e Nato Frasca, che ne apprezzano lo stile, la inseriscono e l'accompagnano alla scoperta dell'interessante mondo romano dell'arte. Ne settembre 2007 vinceil concorso Co.B.A. (corsi abilitanti di secondo livello) che terminerà nel giugno del 2008, conseguendo l'abilitazione all'insegnamento di discipline pittoriche presso le scuole secondarie di secondo livello e si inserisce nelle graduatorie definitive per la Provincia di Roma. A settembre 2008 s'iscrive al corso di specialistica sperimentale in arti visive e discipline dello spettacolo indirizzo decorazione, gestito dal professor Giovanni Albenese, presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, che terminerà nel febbraio 2010 con il massimo dei voti (110 e lode /110). Per la tesi di quest'ultimo corso alla suddetta artista le sarà concessa un'occasione mai verificatasi prima nella storia dell'Accademia di Belle Arti di Roma; un mese di esposizione all'interno dei cortili del famoso ferro di cavallo.
Guardai Aida
AIDA GUARDAI E NATA NEI CAMPI FLEGREI A POZZUOLI  IL 21 LUGLIO 1964.
HA INIZIATO LA SUA ATTIVITA ARTISTICA NEGLI ANNI OTTANTA, TENENDO MOSTRE IN ITALIA E ALL ESTERO.
DAL 1982 AL 1998 HA VISSUTO NEGLI STATI UNITI E GIAPPONE .
 LA SUA RICERCA ARTISTICA HA INIZIO CON LA FIGURA SUL PERCORSO UMANISTICO.
IN CALIFORNIA E IN GIAPPONE HA SEGUITO I CORSI UNIVERSITARI DI  STORIA DELL’ ARTE E TECNICHE
PITTORICHE  AL CENTRAL TEXAS COLLEGE.
UNA DELLE SUE OPERE E STATA ESPOSTA NEL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA: UENO ROYAL MUSEUM
OF ART DI TOKIO.
ATTUALMENTE VIVE E LAVORA NEI CAMPI FLEGREI TENENDO MOSTRE COLLETTIVE IN ITALIA E ALL’ESTERO.
Guardati Stefania
Roma 11.10.1965

Via Torre Morena, 83 RM
Guardigli Luigi
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Napoli  6 giugno 1945
Espone alla Grafica Campioli nel 1992 - 2000

disponibile:

catalogo da consultare

 

Tra il 1969 e il 1971, è incisore presso l'atelier de gravure di Pablo Picasso, tra Spagna e Francia. In questo periodo incide almeno 4.000 matrici del maestro, su pietra, linoleum, legno, rame, zinco, plexiglas e collabora anche alla produzione di maioliche e terrecotte.

Nel 1970, con la collaborazione del regista Armentani, vince il primo premio alla Biennale di Venezia con un documentario dedicato alla grafica d’arte.

Nel 1972 diviene titolare della prima cattedra d'Incisione e Stampa d'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove resterà per due anni. In questo periodo forma un gruppo di ricerca per analizzare le pitture ad encausto di Pompei, Ercolano e Resina.

Fino al 1977 fu direttore artistico della stamperia 2RC editrice di Roma, continuando ad essere l'incisore personale di Picasso, fino alla morte del maestro. Nel contempo incide e stampa opere di altri autori: Afro Basaldella, Pierre Alechinsky, Max Bill, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Carlino, Consagra, Cordio, Dorazio, Joan Miró, Mallory, Umberto Mastroianni, Pepper, Perilli, Arnaldo Pomodoro, Porzano, Radice, Mark Rothko, Roberto Venturoni, Simbari, Scarpa, Soto, Victor Vasarely, Pietro Del Greco, Alfonso Cipollini detto Irpino, Bruno Canova, Salvador Dalí, Marc Chagall, René Magritte, Gianni Bruni, Guillame Corneille, Grafica Campioli, Enrico Di Sisto.

1977-81, titolare della prima cattedra sperimentale d'incisione e stampa d'arte presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, apre uno studio stamperia a Roma ed esegue opere per Mancinotti, Monachesi, Montanarini, Cantatore, P. Cascella, Irpino, Rut, Cacciò, P. Zac, Umberto Mastronianni ed altri.

1982-88, direttore artistico stabilimento editoriale NUOVA FOGLIO di Macerata, realizza e posa "La Madonna del Soccorso" scultura in bronzo h.m 4,26 in Capri (NA)

1988, fondatore della scuola- stamperia "ELLE-GI" in Roma restaura le cupole delle Moschee di Rabat, Ketama e Kemissat in Marocco, coordinatore di corsi d'arte applicata per L'Università agli studi di Roma della terza età

1990-92, restauro del Tempio di S.Giovanni a Castelvecchio subequo riattazione della Chiesa - pavimentazione , intonaci,stucchi -pietre - carte e legni di arredo

1996, realizzazione e posa di un bassorilievo in maiolica policroma per l'anno giubilare in onore di Papa Celestino V , in Castelvecchio subequo - (AQ)

1999/2000, IN COLLABORAZIONE CON L'UNIVERSITA' POPOLARE MOSTRA DELLE OPERE DEGLI ALLIEVI DEL 2° CORSO DI PITTURA (Grafica Campioli)

2002, realizzazione del torchio calcografico più grande d'Europa in L'Aquila realizzazione di spot e eventi multimediali per il gruppo editoriale Mediaset; Produzione televisiva di Rete4 programma tv "Forum"

2003-07, allestimento dello studio multimediale e polifunzionale "OFFICINA ARTISTICA" in Collemaggio L'Aquila, attrezzata per la progettazione e realizzazione di opere d'arte e scuola-officina di arti applicate (oreficeria - ceramica - stamperia artistica calcografica e litigrafica, decorazione, scenografia , scultura,settore sperimentazione tecnologie avanzate) restauro globale effettuato con batteri, del bronzo a firma Nicola D'Antino raffigurante "La fanciulla della fontana di Collemaggio" posata nel presidio ospedaliero S. Salvatore - Coppito (AQ), restauro e posa di bassorilievo in maiolica policroma in presidio ospedaliero S. Salvatore - Coppito (AQ)

Esposizioni:

1968, Museo Pignatelli, Napoli; 1969, Galleria Numero, Roma; 1971, Galleria Boulakia, Parigi; 1972, Galleria Maier, Ginevra; 1974, Biennale di Lecce; 1975, Cabinet des Estampes di Losanna; 1976, dai Maestri agli allievi; mostra ciclica, Roma; 1977, Maison de la culture Algerienne, Algeri; 1978, Galleria il Babuino, Roma; 1979, Palazzo dei Diamanti, Ferrara; 1980, Museo d’Arte Contemporanea, Elsinki; 1981, Palais des beaux arts, Charleroi; 1981, Albert and Victoria Museum, Londra; 1981, Galleria Meridien, Parigi; 1982, Prima Festa Nazionale Donne, Festa de l’Unità, Roma; 1983, Galleria l’Incontro, Roma; 1984, Sede Centrale Banca Credito Italiano di New York, USA; 1985, Palazzo delle Esposizioni, Città del Messico; 1985, Palazzo delle Esposizioni, Roma; 1985, Museo d’Arte Contemporanea di Costanza, Romania; 1986, Antologia Museo Nazionale di L’Aquila; 1987, Casa della Cultura di Santiago del Cile; 1987, Museo d’Arte Sperimentale Città di Barcellona; 1987, Forte Spagnolo, L'Aquila - 1988, Cabinato des Estampes, Losanna; 1990, Galleria Rossigni, Roma; 2003, Collettiva “Artisti per la Pace”, Angelus Novus, L’Aquila 2003, Personale, Castel Camponeschi, Prata D’Ansidonia Altri Eventi principali: 1987, realizzazione di un bronzo h. 4,26 mt “Madonna del Soccorso”, Capri (NA) 1988-1999, Restauro di minareti e cupole delle moschee di Rabat, Letama e Kemissat in Marocco; 1991, Manutenzione e restauro dei sigilli litografici vaticani; 1992, Restauro Chiesa di San Giovanni Subequeo 1993, Collaborazione con il Ministero della Pubblica istruzione per la realizzazione di cassette per la didattica sull’incisione e stampa d’arte; 1994, Realizzazione spot pubblicitari per il Gruppo Editoriale Mediaset; 1995-1999, cattedra d’incisione e stampa d’arte presso le Accademie di Belle Arti di Roma e Brera; 1996, Realizzazione di un bassorilievo policromo in maiolica per l’anno giubilare in onore di san Celestino V, Castelvecchio Subequeo 2007, L'Aquila: i persistenti segni estetici della città - Museo MUSPAC, Fondazione CARISPAQ, Angelus Novus Pubblicazioni e Recensioni: Argan, “Grafica di Mancinotti”; - L’Automobile, Quindicinale 1969; - Bolaffi, 1973, 1974, 1975; Comanducci - Stamperie Gala, n. 3, 1976, Milano; - “Omaggio a Pasolini”, editrice Magma; - “Torchio in Piazza” TVR Voxon daily News, Luglio 1978, Roma; - TV-TG1, Premio Sibari, 1978; - Il Messaggero, Rubrica di Camilla Casacci - Daily News, Marzo 4/5, 1979 - Sipario, L'Aquila 2007, Maurizio Cocciolone

Guarienti Carlo
Treviso 1923
Guarnieri Riccardo
Firenze 12.9.1933
Guccione Piero
Scicli 5.5.1935
Guerreschi Giuseppe
Milano 15.6.1929
S.L. du Var 14.5.1985
Guerrieri Silvana

 Nasce a Bari
Pittrice impressionista fin dal 1972 svolge la sua attività artistica a Roma.
Ha studiato all'Istituto d'arte di Bari ed ha partecipato in seguito a numerose collettive in Italia ed all'Estero.
cell.3495906379
silvanaguerrieri.blogspot.com
e-mail  silvaguerrieri@hotmail.it
Guidi Virgilio
Roma 4.4.1891
Venezia 7.1.1984
Guita Michele
Romania
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Guttuso Renato
Bagheria 2.1.1912
Roma 17.1.1987
Espone alla Grafica Campioli nel 1986
Guzzo Premoli Sergio
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI
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Haeth Alfred
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
Halevy Samuele
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Hassan Maani
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Hua Li
Canton 1907
Uno tra i maggiori incisori del secolo scorso nella Repubblica Popolare Cinese. Promotore del gruppo "Xilografia moderna" nel 1934 - nel 1955 fonda e dirige la sezione di xilografia dell'Accademia di Belle Arti di Pechino

disponibile:
xilografia "Il lavoro nelle zone di montagna" cm. 33,5x49 b/n (E. 480,00)
Humerez Paolina
Cile
Espone alla Grafica Campioli nel 1996 - 1996 - 1996
Hyun-Sook Lee
Nasce nel 1968 a Seoul (Corea del Sud)
Dal 1994 ad oggi partecipa ad una ventina tra personali e collettive in diverse città Italiane.
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Iacomucci Giancarlo (LITOFINO)
SEGNALATO  DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Espone alla Grafica Campioli nel 1991 - 1999 - 2002
 

disponibile:
Il Mito del Giudizio Universale nella Cappella Sistina

 http://www.litofino.it

Giancarlo Iacomucci, in arte Litofino, nasce a Urbino nel marzo del 1947.

A Urbino frequenta l’Istituto Statale di Belle Arti, dove si diploma Maestro litografo nel 1964.
La passione per la ricerca di soluzioni grafiche innovative, necessarie alla realizzazione della sua stessa produzione artistica, ha portato Giancarlo Iacomucci a collaborare con alcune fra le più note stamperie d’arte in campo internazionale e Giancarlo Iacomucci nella Stamperia 2RC Roma-foto di A. Burri Giancarlo Iacomucci con il Dr.Daniel Berger alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel 1974 dove faceva delle esibizioni tecniche con torchio litografico durante la mostra "L'arte della stampa" della 2RC-foto di Eros Macchi ad entrare in contatto con quei grandi artisti contemporanei (Afro, Alechinsky, Burri, Chema Cobo, Fontana, Capogrossi, Sam Francis, Liberman, Manzù, Pasmore, Arnaldo e Giò Pomodoro, Santomaso, Sutherland, Takahashi, ecc.) Giancarlo Iacomucci con Graham Shuterland nella Galleria 2RC-foto di Alfio Di Bella e con Shu Takahashi che, proprio nella sua duttile inventiva, hanno trovato il veicolo per la corretta espressione dei propri lavori grafici. Giancarlo Iacomucci con Chema Cobo nello studio dell'artista a Tarifa (Spagna) in occasione della lavorazione delle lastre in calcografia per l'illustrazione dell'Iliade
Pittore, disegnatore, incisore e scultore, Iacomucci è dal 1974 presente come artista sulla scena dell’arte italiana.
Fra le altre si ricordano le partecipazioni alle rassegne di Pittura, Scultura, Grafica e Libro d’artista G. B. Salvi e Piccola Europa curate dall’Università di Urbino e Sassoferrato (1978 - 1980 - 1982), al Premio Internazionale di pittura e acquerello Sinaide Ghi a Roma (1977 - 1978), al Premio di pittura Città di Senigallia (1978 - 1979) e al Premio Arte e Ferrovia di Bologna (1982). Prima personale a Roma nel 1979 alla Galleria Amici del Tetto.
Nel 1984, 1985 e 1987 è stato uno dei promotori dei Festival d’Arte di Castelnuovo di Farfa. Altra personale a Roma nel 1986 alla Galleria Il Ponte con la quale ha partecipato a varie fiere internazionali. Dal 1980 al 1987 partecipa in prima persona all’esperienza imprenditoriale della 3K Stamperia d’Arte, riversando in essa la sua ormai ventennale esperienza. Dalla fine del 1987 l’artista decide di abbandonare ogni esterna distrazione per approfondire le linee della sua personale esperienza. Nel 1989 espone alla Temple University Abroad a Roma.
Nel 1991 è invitato alla V Biennale Internazionale d’Arte Sacra al Museo Diocesano Santa Apollonia di Venezia ed all’estero espone all’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, alla Orchard Gallery di Belfast ed al Museo Italo-Amenicano di San Francisco.
Sempre nel 1991 espone alla Grafica Campioli di Monterotondo (Roma). Mostra personale nel 1992 e collettive nel 1993 e ‘94 allo Studio S di Roma. Nel 1994 è presente alla Biennale di Alessandria (Egitto) e alla mostra collettiva alla Gallenia Akhenaton a Il Cairo.
Mostra personale nel 1995 alla Confraternita S. Maria del Suffragio a Fano (Pesaro) e nel 1996 a Palazzo del Balì, Comune di Saltara (Pesaro).
Sempre nel 1996 partecipa alla collettiva "Anticoli... Fiuggi" a Fiuggi.
Nel 1997 espone all’Ufficio Culturale dell’Ambasciata Araba d’Egitto a Roma.
Nel 1998 personale alla Saletta Paolini-Nezzo a Urbino e nel 1999 all’Associazione d’Arte e Cultura Grafica Campioli a Monterotondo.
 In occasione delle ultime due mostre tiene una conferenza rispettivamente al Circolo Acli e alla Biblioteca Comunale P. Angelani sulla sua scoperta dal titolo "Il volto nascosto di Michelangelo nel Giudizio Universale".
Giancarlo Iacomucci durante la conferenza alla Biblioteca Comunale P. Angelani (Monterotondo) Ripete questa esperienza (mostra e "Il volto nascosto nel Giudizio Universale di Michelangelo"
Nel 1992 in alcuni disegni di Leonardo e di Michelangelo, Giancarlo Iacomucci, in arte Litofino, ha notato un particolare modulo compositivo che attraverso la giustapposizione di gruppi di figure umane variamente disposte, arriva a comporre una più grande figura (tipicamente un volto). Iacomucci, artista e incisore, aveva l’occhio allenato perché nel suo lavoro faceva la stessa cosa, cioè nascondeva messaggi, simboli e informazioni per ampliare il più possibile, il contenuto delle sue opere.
A Iacomucci, non sfuggiva che nello schizzo complessivo per il Giudizio Universale del 1534 (Firenze, Casa Buonarroti 65Fr), Michelangelo nascondeva un volto barbuto visto di fronte. La grande figura non é facilmente estraibile a colpo d’occhio perché la percezione è bloccata sulla scala minore (quella delle piccole figure componenti).
Ma nell’affresco finale del Giudizio Universale, pur rimanendo l’impianto figurativo pressoché inalterato, non c’è più traccia del volto barbuto. Iacomucci aveva chiara la sensazione che, nell’affresco, Michelangelo avesse nascosto un volto, quindi continuò la sua ricerca fino a individuare, nella zona centrale, il profilo di un volto orientato verso destra.
Nel profilo é riconoscibile un gigantesco autoritratto di Michelangelo fedele alle caratteristiche fisionomiche trasmesse dall’iconografia coeva. Infatti, se a partire dalla nuvola che sorregge Adamo, S. Giovanni, si fa scorrere in senso orario una linea di inviluppo lungo la rima azzurra che isola la zona centrale (Cristo e santi) allora si evidenziano in progressione: - la zona occipitale del ritratto (contorno del gruppo Adamo) - la volta cranica (contorno delle figure sopra il Cristo) - la fronte (tra un braccio sporgente e la testa dl S. Pietro) - i seni frontali (il dorso di S. Pietro) - il naso (figura verde inginocchiata dietro S. Pietro) - i baffi (gruppo a sinistra di S. Biagio e S. Caterina) - la barba (parte dei dannati in caduta) - l’occhio (contornato dalle gambe di S. Pietro) Ma per poterlo affermare, servivano prove certe, incontestabili, visto anche le tante suggestioni propagandate per certezze da gente inesperta mentre i critici dell’arte e gli studiosi negavano sempre tutto, anche l‘evidenza comprovata, facendola diventare tuttalpiù una curiosità, una stranezza del genio dl Michelangelo.
All‘occhio esperto di un tecnico nel campo della stampa d’arte, non potevano sfuggire quei puntini incomprensibili sulla tempia del ritratto di Michelangelo, visibili nell’incisione a bulino di Bonasone o la goccia dl sudore visibile nel ritratto del Beatrizet che ritrae Michelangelo all’età di 71 anni, solo pochi anni dopo aver dipinto il Giudizio Universale.
Non sfuggivano neanche le scritte in latino che accompagnano queste due incisioni, soprattutto la forma particolare che recita: "...non habet aut oculos..". Quei puntini, nella stampa di Bonasone, sopra citata, a Iacomucci facevano tanto pensare ai punti di registro necessari per sovrapporre correttamente un colore sopra un altro nella realizzazione di una stampa composta da più matrici. Rapportò con un foglio trasparente, il profilo di Michelangelo inciso dal Bonasone, alla riproduzione del Giudizio Universale.
L’incisione era perfettamente sovrapponibile e scontornava quasi fedelmente la zona centrale dell’affresco. Inoltre riscontrava che quei puntini sull’incisione, che avevano attratto la sua attenzione, si sovrapponevano in punti molto indicativi e cioè: stimmate della mano destra del Cristo che sta all’altezza della sua testa, stimmate della mano sinistra che sta all’altezza del cuore e il terzo punto, il più evidente, cadeva sul bacino di S. Bartolomeo, il santo che ha in mano l’altro ritratto di Michelangelo, quello sulla pelle scuoiata. Quest’ultima coincidenza metteva in rapporto il ritratto piccolo con quello subliminale. Per Iacomucci era un’ulteriore conferma.
A questo punto anche l’occhio più inesperto può costatare personalmente che Michelangelo ha costruito tutto il Giudizio Universale sopra la dima del suo profilo. Troviamo così che tutto l’affresco non é più scollegato ma ogni figura si trova nel posto giusto con il suo preciso significato.
Esempi: S. Lorenzo con in mano il simbolo del suo martirio, la graticola, è invece rappresentato con in mano una scala, la scala delle note, il suono che l’orecchio può ascoltare; infatti, S. Lorenzo sulla nuvola, forma l’orecchio del macro-ritratto.
Gli angeli buccinatori si vengono a trovare proprio sopra la laringe, l’organo che emette il suono.
Davanti alla bocca di questa figura subliminale, troviamo rappresentato S. Biagio e Santa Caterina cioè i santi ausiliatori protettori rispettivamente della gola e della lingua.
Pensiamo siano sufficienti questi pochi esempi per escludere che si possa trattare di una casualità, senza per ora inoltrarci nella simbologia esoterica dove la scoperta è confermata punto per punto, figura per figura.
Un esempio per tutti: le chiavi in mano a S. Pietro si trovano al centro della fronte del ritratto subliminale, rappresentando così l’apertura del terzo occhio, le chiavi del Paradiso.
Tantissimo altro c’è ancora da evidenziare, anche se pensiamo che questi pochi esempi siano più che sufficienti per rendere la scoperta incontestabile sotto tutti i punti di vista.
Per evitare equivoci, Michelangelo cambia la prima idea, quella di rappresentare una figura barbuta frontale, perché questa figura poteva essere scambiata per Dio Padre, secondo un’iconografia classica. Invece mettendo il suo profilo, questo diventava inconfondibile per il naso rotto dal pugno di Pietro Torrigiano, rappresentato dalla figura verde inginocchiata dietro S. Pietro, piegata come il suo naso rotto. Iacomucci s’interroga sul perchè Michelangelo fa questo ritratto. Esclude che sia uno sberleffo al committente, anzi, analizzando i fatti storici che coinvolsero i protagonisti, dichiara apertamente che potrebbe essere una cosa voluta dalla committenza stessa.
Vede il Giudizio universale come un possibile telegiornale dell’epoca dove in "politichese" cioè in forma velata, venivano spiegati i possibili punti d’incontro tra due parti in contestazione, i cattolici e i circoli riformisti che premevano per avere la riforma della chiesa di Roma.
Sicuramente anche Michelangelo con Vittoria Colonna e J. Valdez, faceva parte di uno di questi circoli. Iacomucci conferma la scoperta del Prof. Francesco La Cava che nel 1923, soltanto pochi anni fa, riconosce nella pelle in mano a S. Bartolomeo, il ritratto di Michelangelo, quello che oggi tutti i critici danno per scontato da sempre e lo usano per creare confusione con la scoperta del macro-ritratto.
Iacomucci senza toccare pennelli e colori rifà di nuovo per noi il Giudizio universale, ridà forma nuova all'affresco, riporta in luce la vera Arte, capace di contenere tutta l'energia rinnovatrice del nuovo e possibile rinacimento spirituale. 
Nell’aprile del 2000 presenta il suo libro "Il mito del Giudizio universale" (Mamma editori) alla Ex Chiesa Santa Rita dei Poverelli a Roma.  
Iacomucci Carlo

Carlo  Iacomucci è nato a Urbino nel 1949, vive e opera a Macerata- Italia  < www.carloiacomucci.it <  per contatti:  carloiacomucci@libero.it ---( --Tel. 320.0361833 )Nella sua città natale riceve la prima formazione artistica presso l’Istituto Statale d’Arte meglio conosciuto come “Scuola del Libro”. Negli anni 1969 e 70 vive a Roma dove, frequenta stamperie d’arte, studi e ambienti artistici; matura quindi la passione per l’incisione e, in modo particolare, per l’acquaforte. L’interesse per l’incisione è tale da indurlo ad iscriversi al Corso Internazionale della Tecnica dell’Incisione Calcografica tenuto a Urbino dal Prof. Walter Piacesi. La necessità di approfondire lo stimola a frequentare poi la sezione di pittura dell’Accademia di Belle Arti ad Urbino. Nel 1973 dopo due anni di frequenza, lascia l’Accademia di Urbino perché è chiamato ad insegnare Anatomia Disegnata presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dal 1974 al 1985 opera a Varese dove insegna Figura Disegnata presso il locale Liceo Artistico Statale. Fa parte dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese e scambia utili esperienze con altri artisti che gli permettono di approfondire il suo impegno artistico, e contemporaneamente partecipa a numerose mostre ottenendo riconoscimenti che lo spingono ad intensificare la sua ricerca sia nel campo pittorico che in quello dell’incisione. Il legame mai spezzato con la terra d’origine lo spinge a rientrare nelle Marche. Dal 1985 al 2008 è titolare della cattedra per l’insegnamento di Discipline Pittoriche (Disegno dal Vero ed Educazione Visiva) presso l’Istituto Statale d’Arte di Macerata.

•Conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento di Discipline Pittoriche a Milano, rilasciata dalla Sovrintendenza       Scolastica Regionale della Lombardia.

•Conferimento premio “Leonardo Da Vinci” per meriti artistici-culturali per le Arti Visive a Roma.

•Ha ideato e curato con alcuni suoi allievi un libro d’arte di immagini e poesie a tiratura limitata dal titolo “La Terza “E” con un saggio del prof. Dante Cecchi, per l’Istituto  Statale d’Arte  di Macerata.

•È stato nominato “Socio Onorario” del Centro Intellettuale della Provincia di Buenos Aires sede di Quilmes.

Ha progettato e coordinato con alcune sue allieve dell'Istituto St. d'Arte di Macerata un murales sul lavoro dell’uomo per il quartiere Le Grazie di Recanati.

Nel 1986 viene nominato membro ordinario dell’Accademia Georgica di Treia (MC) (Membro del Magistrato Accademico come censore per le arti dall’86 al 1997 ).

•Ha progettato due vetrate didattiche-artistiche per l'Istituto Liceo Lingui­stico“Bambin Gesù” di San Severino Marche.

•Ha progettato e coordinato con alcune sue allieve dell'Istituto d'Arte di Macerata un murales “l’Eucarestia” presso l’Abbazia di S.Maria in Selva di Treia.

•Ha ricevuto il premio Marc’Aurelio per la sezione delle Arti Visive a  Roma.

•Ha ideato e curato con alcuni suoi allievi dell’Istituto Statale d’Arte di Macerata un lavoro immagine in video dal titolo: “Già-cchè ci siamo disegniamo”.

•Ha ricevuto il Premio del Centenario “Giuseppe Garibaldi” per le arti visive, Sala Promoteca in Campidoglio a Roma.

•Ha realizzato una cartella-edizione d’arte limitata per l’Unicef di Macerata “Presenze Costanti” contenente un’acquaforte originale dal titolo “L’Opera e L’Aquilone” con un testo critico di Lucio Del Gobbo.

•Ha ricevuto il Premio Internazionale San Valentino d’Oro per la sezione delle Arti Visive come “Messaggio d’Amore” a  Terni.

•Il TG3-Rai Marche gli ha dedicato un servizio-intervista dal giornalista Giuseppe Camilletti “La Pittura, l’Incisione e la didattica di Carlo Iacomucci”.

•Nell’ambito scolastico promuove e curato un lavoro interdisciplinare: una cartella-edizione d’arte dal titolo “1° Quaderno d’Arte” contenente 5 acqueforti realizzate da colleghi e studenti per 5 poesie, Edizioni ISA.

•È stato inserito nel “Repertorio degli Incisori Italiani” Centro Culturale “Le Cappuccine” - Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne e presentazione del 1° volume di artisti incisori censiti sul territorio nazionale a Bagnacavallo.

•Durante la sua permanenza a Varese  come professore di Discipline Pittoriche presso il locale Liceo Atistico Statale  la Rai Tre di Milano realizza un servizio-intervista di Anna Maria Gandini nel 1983, sulla sua attività didattica e artistica-culturale, in particolar modo sulla tecnica dell’acquaforte e puntasecca.

•Alcune sue incisioni entrano a far parte della prestigiosa Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” del Castello Sforzesco  di Milano.

•Ha realizzato una cartella-edizione d’arte pregiata a tiratura limitata  contenente un’acquaforte originale dal titolo “Georgica Treiensis” con testo critico dello storico dell’arte Prof. Vittorio Sgarbi “Iacomucci e Treia, il Sogno e il Segno”.

•È stato inserito con un profilo biografico nell’Edizione Internazionale Whos’ Who in Italy Edition Sutter’s International, sede di Bresso Milano.

•È stato pubblicato un Libro d’Arte  a tiratura limitata sulle incisioni eseguite dal 1971 al 2000 dal titolo: “Un Nuovo e Sempre Antico Paesaggio dell’Anima” a cura di Floriano De Santi, con testi antologici di Vittorio Sgarbi e Pietro Zampetti, edito dalla Fondazione “Il Pellicano Edizioni” Trasanni di Urbino.

•Ha inciso 4 acqueforti  per un libro d’arte  , Edizioni QuattroVenti di Urbino.         

•In occasione della IX Edizione 2003 della Rassegna di Grafica “Omaggio a Luigi Bartolini” riceve dal Comune di Cupramontana il riconoscimento come: “Incisore marchigiano distintosi per particolare qualità” e per l’occasione viene allestita una mostra personale d’incisioni presso il Palazzo Leoni a cura di Armando Ginesi e con un testo critico di Floriano De Santi.

•Su invito ha realizzato un’opera originale dal titolo”Il Paese dei Balocchi” per la Galleria d’Arte Contemporanea Scuola Capannini dedicata a Pinocchio, a cura del­l’Istituto Comprensivo Statale San Francesco “Io, gli artisti e ... Pinocchio”  di Jesi.

•Dall’Accademia Dei Catenati di Macerata è stato nominato membro ordinario per meriti artistici e didattici.

Ha realizzato dodici immagini più la copertina per il libro d’arte “Le Colline il Mare” poesie del Prof. Gian Mario Maulo, con un saggio critico del Prof. Evio Hermas Ercoli, con il contributo dei Comuni di Macerata e di Civitanovamarche - Edizioni Simple.

E' presente con alcune illustrazioni al Centro di Docu­men­tazione dell’Illu­strazione Contemporanea Comune di Bronzolo (BZ)

• È stato uno dei fondatori della Galleria D’Arte Contemporanea (scuola di formazione) della Fondazione “Il Pellicano” deiTrasanni di Urbino.

•L'Agencia Central  in Brasile ha realizzato due francobolli personalizzati ripresi da due opere dal titolo “Dolce Ricordo” e “Armonie” abbinati alla serie “Mata (Foresta) Atlàntica,  Fauna y Flora”, e un terzo francobollo stampato a Brasilia ripreso sempre da un’opera dal titolo”Poetica natura” abbinato alla serie “Festividades”.

•Collabora con un lavoro per : “L’Albero e la Storia-Galleria d’Arte Permanente a Scuola” a cura della Prof.ssa Maria Grazia Bertarelli con testi critici di Armando Ginesi e Giancarlo Bassotti, Istituto Comprensivo “G. Rossini” - San Marcello (AN).

•Realizza delle opere  illustrative di  vedute di Macerata ai tempi di P. Matteo Ricci del 1500  per la mostra “Europa am Hofe der Ming” del Gesuita Maceratese , a cura del Prof. Filippo Mignini allestita presso il Museum Für Ostasiatische Kunst Staatliche Museen di Berlino nel 2005.

(Alcune di queste illustrazioni di Iacomucci sono state anche riprodotte nel prezioso libro-catalogo tradotto in lingua tedesca, edito da Mazzotta di Milano stampato per l’occasione).

Impellizzeri Francesco
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Infante Carmela
Via Avezzana, ($ S.Maria Capua Vetere CE
0823844777 - 0823659056
Carmelainfante@yahoo.it
IRPINO Alfonso Cipollini
Vallata, 18.11931
?

Pittore, scultore, ceramista, e incisore di raffinatezza rara.
Iurilli Igino
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
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Katsuki Eri
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Kattinis Julianos
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Pittore greco naturalizzato italiano, è nato a Damasco nel 1934 da famiglia greca ateniese.
Ha studiato arte a Damasco, Gerusalemme, Beirut, Cairo, Parigi, Atene, Monaco di Baviera e Roma, dove si è diplomato all'Accademia Nazionale di Belle Arti AA-BB nel 1964.
Artista di fama internazionale, presente alla XXXII Biennale Internazionale di Venezia nel 1964, ha realizzato 250 mostre in Italia ed all'estero in prestigiose Gallerie e Musei, fra cui il Museo di Palazzo Braschi a Roma (1972), il Palazzo delle Esposizioni del Pireo-Atene (1977), Museo d'Arte d/Gener. Ital.del 900 G. Bargellini (2003).
Ha inoltre realizzato grandi opere di affreschi e murali in Italia ed all'estero.
Dal 1970 vive ed opera a Roma, viale Castrense, 21 Tel. 06-7014716
Espone alla Grafica Campioli nel 1983 - 1985 - 1987 - 1996 - 2009






Kaufmann Patrick
 
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI


Espone alla Grafica Campioli nel 2005
Kazuioski Kamio
Giappone
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Kokocinsky Alessandro
Porto Recanati, 1948 
Kounellis Jannis
Atene 1936
Krische Johannes
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Kuzio Thomas
Espone alla Grafica Campioli nel 1994
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
La Barbera Mario
Solarino 20.5.1954

Via Acherusio, 32 RM
0686207463 - 3386265466 - 3382071815
La Ricca Rosella (fotografo)
Monterotondo
Espone alla Grafica Campioli nel 1983
La Selva Sebiano
Espone alla Grafica Campioli nel 1995
Labate Beatrice Bea
Via Valseriana, 19 RM
068171601 - 3336354428
Leinardi Ermanno
Pontedera 8.6.1933
Leonardi Piero (fotografo)
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Monterotondo, 1957
Espone alla Grafica Campioli nel 1981 - 1983 - 1988 - 1989 - 2003 - 2005 - 2006
Leonardi Jordi (Fotografo)
Monterotondo
Espone alla Grafica Campioli 2006
Leonardi Silvana
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Leoncillo Leonardo
Spoleto, 1915
Roma, 1968
Leonetti Eugenio
Andria (Bari) 14.3.1957
t. 3299875173
sito web   www.eugenioleonetti.com
e-mail   leonettieugenio@tiscali.it
Leong James

U.S.A.
Espone alla Grafica Campioli nel 1996

Levi Carlo
Torino 29.11.1902
Roma 4.1.1975
Liberatore Bruno


Disp. bronzetti vari.
Licata Riccardo
Torino 20.12.1929
Licini Osvaldo
Monte Vidon Corrado 22.3.1894 - 11.11.1958
Ligabue Antonio
Zurigo 12.12.1889
Gualtieri 27.5.1965
Lilloni Umberto
Milano 1.3.1898 - 16.6.1980
Lim Lim
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Lipari Ciro
Nasce a Palermo nel 1928. E' a Roma alla fine degli anni '60. Determinante è stato l'incontro con Guido La Regina con il quale inizia una solidale collaborazione che gli servirà di seguito a sviluppare opere concepite autonomamente con una tecnica altamente raffinata. Muore a Roma nel 2007.
Espone alla Graficaa Campioli nel 2005
disponibile:
catalogo
Livadiotti Massimo
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Lo Magno Roberto

Lo Magno Roberto

Ragusa  12-01-1963

Ragusa  Via G. Verga 90  cell. 328-0205061

www.lomagnosculture.it    e-mail   robertolomagno@virgilio.it

Galleria  Lo Magno  Ragusa Ibla Via Normanni  11

 

Roberto Lo Magno

nato a Ragusa nel  1963 , in questa città barocca, sin  da  giovane inizia a creare opere su tela, sculture in legno e pietra di calcare tenero ispirate dal proprio estro creativo. Dal 1980 dopo aver frequentato per un breve periodo, l’istituto d’Arte di Comiso inizia a partecipare a varie mostre, esprimendo da  sempre una sua ricerca interiore, liberando nelle sue opere forme, immagini, emozioni. La sua massima espressività si rivela nella lavorazione della pietra asfaltica, donando ad essa una singolarità irripetibile

Lober Jost
Espone alla Grafica Campioli nel 1995
Lolli Vito
Espone alla Grafica Campioli nel 1995 - 1996
Lombardo Ernesto
E' nato a Tripi (Messina) diplomatosi all'Istituto Statale d'Arte di Palermo, dopo una prima giovanile esperienza artistica in Messina, verso la fine degli anni '60 si trasferisce al nord, prima a Milano, poi ad Albissola. Collabora e partecipa a numerose mostre collettive, premi e rassegne d0arte a carattere nazionale ed internazionale con sempre crescenti, lusinghieri consensi di critica. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all'Estero. Attualmente vive e lavora a Roma in Via Augusto Riboty, 18.
Lunetta Mario (poeta)
Presenta alla Grafica Campioli  "Scacco al Re" di Vanni Rinaldi nel 1988 e "Lettera Morta" nel 2002
Lupo Antonio
Lizzano (Ta) 28.7.1940
Via Nazario Sauro, 15     74020 Lizzano
099955271
3880602271
web     antoniolupo.webege.com
e-mail    antoniolupo@alice.it
Galleria Antonio Lupo  Via N.Sauro 15 Lizzano  telefax 0999552271
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Maccari Mino
Siena 24.11.1898 - Roma 16.06.1989
Espone alla Grafica Campioli nel 1986 - 1997
disponibile:
monografia da consultare
Maddalena Simona
Roma 20.10.1976

Via Muzio Scevola, 121 RM
067810960 - 3476595394
Madera Francesco Gennaro
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Toritto (Bari), 1941
Espone alla Grafica Campioli nel 1984 - 1996
Disp. incisioni varie 35x50 - acrilici 50x50 e 50x70
Mafai Mario
Roma 15.2.1902 - 31.3.1965
Maggi Ruggero
Espone alla Grafica Campioli nel 1996
Magnante Mauro
Rocca di Mezzo 14.1.1949

Via Baveno, 58 Palazzina B/A 14 RM
0661563466 - 3491429251 - 3407700285
Malori Dante
Pittore e scrittore
Latina Studio  V.le Le Corbusier, 45
www.dantemalori.it
dantemalori@virgilio .it
348306380
specializzato in pitture ad olio e scrittore con la rupemutevole di libri di narrativa.
Maltempi Enrico
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Modena, 1961
Espone alla Grafica Campioli nel 2003
Disp. acrilici 50x50, 10x10 ed altro
Mancini (Poeta) Angelo
Manzoni Piero
Soncino 3.7.1933
Milano 6.2.1963
Manzù Giacomo

Bergamo 22.12.1908 - id. 17.01.91
Espone alla Grafica Campioli nel 1981

Mapelli Giovanni
Via parco 2/b
San Mariano (PG)
3335604058
Marazzi Fabio
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Espone alla Grafica Campioli nel 2003 - 2004 - 2005 - 2007 - 2007

Fabio Marazzi nasce a Roma il 27/07/53. Fotografa dal 1982 e da allora non ha mai smesso di studiare e praticare la fotografia portando avanti di pari passo la ricerca personale e l’aspetto professionale.Lavora nel settore dell’alimentazione biologica di cui cura gli aspetti commerciali, di immagine e comunicazione. E’ anche specializzato nel reportage sugli artisti.

6-31 marzo 2001:  "4 ELEMENTI" mostra collettiva presso la libreria-galleria Amblar di Ravenna, opere della mosaicista Stefania Aureli e foto su di lei e il suo lavoro.

Novembre 2002:  esce il libro "COLOR BELLEZZA" del pittore Bruno Ceccobelli, ed.Jaca books, con un inserto contenente 20 foto prese dal reportage sull\'artista, presentato alla Sibernagl Undergallery a Milano in occasione della mostra "Quadri belli di Cecco".

27 settembre-24 ottobre 2003:  "PORTA DEL SOGNO" mostra personale alla galleria d\'arte Grafica Campioli di Monterotondo (Rm).

7-13 febbraio 2004:  "LA VITA E\' UN SOGNO" mostra personale nello spazio espositivo della libreria Odradek in Via dei Banchi Vecchi a Roma, curata da Francesca Vitale.

3-13 luglio 2004:  "I GIORNI DELL\'OMEGA" collettiva all\'antica Locanda Martorelli di Ariccia, patrocinata dal comune di Ariccia, con lo scultore Emilio Anselmi e il fotografo Piero Leonardi.

13 novembre-dicembre 2004:  "PROVE DI MEMORIA" personale alla galleria d\'arte Grafica Campioli, patrocinata dal comune di Monterotondo, con l\'apporto critico di Sangiuliano.

12 gennaio-24 marzo 2005:  "INSIDE CAMERA" (IMPRESSIONI PERMANENTI)" collettiva alla galleria d\'arte Grafica Campioli con le immagini di altri 8 fotografi tra cui Alfredo Libero Ferretti e Luigi Ghirri.

Marzo 2005:  viene edito il libro "TRE MALUMORI" ed.Ferv del poeta e critico Sangiuliano che pubblica in copertina l\'esposizione multipla "Il Balcone Volante".

19-25 maggio 2007:  "ANTOLOGICA 2002-2007" al Centro d\'Arte La Bitta a Roma.

6 ottobre-9 novembre 2007:  personale "LA TEMPESTA" alla galleria Grafica Campioli.

22 aprile-9 maggio 2008:  personale "REALTA\' QUOTIDIANA" per FotoGrafia-Festival internazionale di Roma 2008 alla Galleria AOCF58 a Roma.

 

Marchese Salvatore
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

Catania 30.5.1947 -
Espone alla Grafica Campioli nel 1990 - 1992 - 1993 - 1997 - 1998
disponibile
olio su cartone  "La Mela" - Olio su cartone "Pinocchio" - olio  su tela 35x50 "Arlequin" - olio su tela 35x50 "Il gatto"
cataloghi e monografia da consultare
Marchionni Elvio
E' nato a Spello (PG) nel 1944 dove vive e lavora.
Mariani Marcello
SEGNALATO DALLA GRAFICA CAMPIOLI

L'Aquila: 1938

La sua prima mostra risale al 1954 presso il circolo UCI di L'Aquila alla quale fanno seguito molte altre, prestigiosissime,  allestite in Italia e all'estero.
disponibile:
Tecniche miste su carta - dimensioni cm. 30x40 e 50x70 (E. 300,00-400,00), dimensione  cm. 90x120 "Il violino rosso" (E. 2.400,00)

cataloghi da consultare

 
Marcello Mariani nasce a L’Aquila dove vive e lavora, nel settembre del 1938.
La sua prima mostra personale risale al 1954 presso il circolo UCI dell’Aquila. E’ allievo di Fulvio Muzi. Compie studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli ed inizia in questa città, presso il teatro San Carlo, i suoi primi lavori di scenografia.
Dal 1960 al 1962 viaggia in Europa, conosce artisti berlinesi e tiene una mostra personale ad Amburgo presso la galleria Adler.
A Parigi conosce Sartre e gli esistenzialisti.
Rientrato in Italia si avvicina all’ambiente romano, conosce Manzoni, Rotella, Lisi, Rauschenberg. Inizia all’Aquila ad insegnare presso l’Istituto Statale d’Arte.
Tiene numerose mostre con artisti aquilani (Di Fabio, De Carolis, Marinucci, Mantovanelli, Gagliardi, ecetera).
Durante tutti gli anni ’60 e ’70 si dedica in modo profondo alla pittura informale, sull’influenza del maestro Alberto Burri, che frequenta in occasione delle mostre internazionali d’arte contemporanea “ALTERNATIVE ATTUALI” curate da Enrico Crispolti all’Aquila (1962; 1963; 1965; 1968).

Marcello Mariani e Joseph Beuys
Marcello Mariani con Joseph Beuys in un incontro a L'Aquila.
Dipinge insieme a P. Sadun in uno studio comune nel centro storico della città. Sono frequenti i suoi incontri con C. Bene e M. Ceroli. Fontana e Burri influiscono in modo determinante sulla ricerca pittorica e umana del giovane artista.
Egli sviluppa una visione sempre più poetica e anarchica del mondo.
L’avversione ad una società mercato e ad un’etica consumista, pervaderà tutta la sua produzione pittorica successiva.
Non a caso nel 1974 conosce J. Beuys che rafforzerà la sua convinzione ad una “terza via” umana e sociale al di fuori del capitalismo e del comunismo.
E’ del 1974 la mostra collettiva con Accardi, Consagra e Guttuso presso la galleria “Il fante di quadri” a Civitavecchia.
Nel 1979 inizia il ciclo di viaggi in Oriente e in Australia che culminerà con due diverse mostre personali nel 1979 e nel 1980 a Melbourne.
In Australia viene affascinato dalla cultuta tribale aborigena. Tornato in Italia arricchisce la sua pittura informale di tracce materiche più calde, di superfici quasi murarie, come simboli originarie di una condizione poetica ed umana universale. Sono questi gli anni della sua amicizia con Tullio Catalano e dei suoi frequenti incontri con Marinucci, Crispolti e Gasbarrini, che presenteranno alcune sue mostre personali e collettive.Sono degli anni dal ’90 al 2000 le numerose esposizioni (AD USUM FABRICAE 1995 e 1996; TRASALIMENTI 1999 e 2000; ALITALIA PER L’ARTE 1999" con artisti quali: Pistoletto, Merz, Mauri, Catalano, Pisani, Paolini, Nagasawa, Bagnoli, Baruchello, Kosuth, Di Blasio, Spalletti, Castellani, Kounellis, Messina, Fabro, Nannicola, Accardi, Ceroli, Del Greco, Accatino, Dorazio, Nunzio, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Pace, Tardia, Baj, eccetera.
Nel 1997 Vito Apuleo presenta a L’Aquila la mostra personale “ARCHETIPI”, con lavori dal 1971 al 1995. Il catalogo omomimo contiene inoltre scritti di Oliviero La Stella e foto di Jonny Ricci che più volte ha lavorato insieme a Marcello Mariani. Nel giugno del 1998 tiene una personale a Melbourne presso la BRERA GALLERIES” di Vincenzo Basile.
Nel 2006 inaugura una grandiosa mostra personale "I Colori del Sacro" a cura di Silvia Pegoraro (testi in catalogo On. Ottaviano Del Turco di Silvia Pegoraro e del Prof. Carlo Chenis). Interverranno durante la manifestazione con recenzioni ed interviste: Sergio Zavoli, Oliviero La Stella, Francesco Rivera ed il maestro Sergio Rendine (che terrà un grande concerto inaugurale nella chiesa-museo)
Nel 2007 è invitato a partecipare a Castelbasso con i grandi maestri informali del secolo ad una rassegna completa sull'arte informale europea ed americana, con un opera del 1960 (Spazialità Cellulare). La grande antologica: "Nel Segno della Materia, pittura informale europea e americana", annovera i più grandi pittori del '900: Burri, Fontana, Vedova, Marca-Relli, Pollock, Kline, Fautrier, Wols, Afro, Appel, Baj, Tapies, Boille, Soulages, Hartung, etc.
Le sue opere si trovano presso importanti collezioni d'arte contemporanea pubbliche e private, sia in Italia che all'estero.
Ottiene ripetutamente consensi di critica e pubblico.
Scrivono di lui giornali nazionali ed internazionali (Il Messaggero, The Age, Il Tempo, The Herald Sun, D’Ars Agency, Il Mezzogiorno, Il Segno, News Arte Contemporanea, Avvenire, L'Avanti, ilmanifesto, Liberazione, Arte Mondadori, etc.)

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Mariani Giuliano
Espone alla Grafica Campioli nel 2002
Mariani Carlo Maria
Roma 25.7.1931
Marigliani Antonella
Roma 23.12.1965

Via Andretta,74 Rm
067194313 - fax 0670384236 - 3357375143
Marini Marino
Pistoia 27.2.1901
Viareggio 6.8.1980
Marino Anna
Roma 24.10.1944

Via Felice Grossi Gondi, 45 RM
0686322114 - 3478345253
Marjan Kravos "Wrom"


Disp: Incisioni 50x70
Marocchi Giorgio
Tavolini di cristallo decorato quadri e affreschi

www.giokristal.it
www.artmayeur.com/giomarocchi

cell. 3297462806