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mostre Arte contemporanea: grafica, pittura, scultura, fotografia e poesia torna indietro
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La Grafica Campioli, è una Galleria Internazionale d' Arte Contemporanea,  
organizza da oltre ventotto anni in Italia e all'estero,  
mostre  personali e/o collettive di pittura, scultura e fotografia,
serate di poesia, 
presentazioni di libri e
quant'altro rientri nella sfera della cultura.
Nell'albo d'oro, che ne consigliamo la visura,
sono indicati in ordine cronologico
tutti gli artisti per i quali abbiamo organizzato una manifestazione.


Per eventuali informazioni
telefonare al numero 069064456
dal martedì al venerdì dalle 16,00 alle 20,00. 
mailto:info@graficacampioli.com





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INSPIRAZIONE RIFLESSIONE

Ma Tara Rossana Cassoletti espone alla Grafica Campioli dal 6 al 19 marzo 2010
La Luce Il Colore l'Arte...l'artista...l'Arte il Colore la Luce
il ciclo della vita tra cielo e terra
da l'infinito... ... ... ... ... ... a l'infinito

il design sostenibile come adattamento della forma alla materia disponibile
 Design sostenibile di Riccardo Pagnanelli
dal 6 al 23 febbraio 2010
Renato Marino Mazzacurati
Fino al 14 febbraio 2010 Villa Torlonia ospita oltre ottanta opere che raccontano l'artista emiliano
CARAVAGGIO BACON

Dal 2 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 la Galleria Borghese celebra Caravaggio, in occasione del IV centenario dalla morte, affiancando ai  suoi capolavori venti dipinti di uno dei grandi  artisti della  seconda metà del XX  secolo, Francis Bacon, di  cui ricorre,  invece, il centenario  dalla  nascita. Due  personalità  estreme, entrate  nell’immaginario  collettivo come artisti  “maledetti”, che hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza con pari intensità e genialità inventiva. 

Metamorfosi Meravigliose
dal 9 al 29 gennaio prossimo massimo Raineri esporrà una selezione
Il Colosseo nel Bimillenario dei Flavi
Esporremo una serie di stampe antiche ed una di opere contemporanee del Colosseo con varie curiosità
Donne: immagini e suggestioni di Rita Bassotti e Isabella Pagnanelli

Donne: una bella mostra dove la donna la fa davvero da regina, pittrici , gallerista, critica e le immagini esposte  tutte meravigliosamente donne

FABIO MARAZZI


 
ARTESTATE

DAL 28 GIUGNO AL 30 SETTEMBRE ESPONGONO IN GALLERIA GLI ARTISTI

PROSCENIO

6 – 26 giugno 2009 “PROSCENIO  - PAOLO CIAFFARONI E DAVIDE PERRELLA
 La scelta di due personaggi come Paolo Ciaffaroni e Davide Perrella  non ha niente di occasionale pur in modo diverso chi con la pittura chi con la scultura soffrono, attaccano la materia, si emozionano nell’osservare borgate romane seguendo un percorso autonomo e originale. Per i  2 Artisti, i loro lavori  rappresentano anche il tormento degli avvenimenti del nostro secolo, i loro timori  aumentano sempre più, vivono intensamente l’approccio con la materia, perdendo il controllo nell’operare come una sorta di transfert, come se il loro lavoro dovesse essere precario. Si sono conosciuti per puro caso su una stradina del centro storico di Monterotondo nell’osservare il menù di un ristorante. Ci invitano alla loro mostra per parlare di arte e della provincia dove spesso parte la “BELLA ARTE. Il loro stile è quello legato alla vecchia maniera “semplice ma complesso” attraversato dall’amarezza di alcune realtà.
Paolo Ciaffaroni è uno scultore singolarissimo nel panorama contemporaneo, per lui l’arte è ricerca continua tra arcaismo e attualità,  che abbraccia più cose e in esse, sconfina liberamente. 
Come un alchimista egli modella con la stessa energia anche l’aria e il vuoto intorno alla materia . Con le mani plasma l’argilla la trasforma e crea forme scultoree che si basano su un mondo particolarmente puro primordiale, pieno di sensazioni che ruotano attorno al tema dell’essenza antropomorfa di alcune forme/tipo dall’arcaico sapore emblematico.  Spacca la pietra, il tufo, cambia la forma in orizzontale e verticale con incastri di materiali diversi per creare opere che fanno ben capire la visione che egli ha del rapporto tra la scultura e gli spazzi esterni. Di effetto architettonico sono le sue ultime opere, non isolate dal luogo in cui oggi si vive e che testimoniano la realtà metropolitana con le sue lacerazioni. L’occhio dell’artista che osserva l’architettura delle costruzioni ne coglie gli aspetti monumentali e quelli in rovina, che si affiancano, restituendo, a questi ultimi, la loro bellezza trasferendoli, simbolicamente, nelle sue opere attraversate da elementi precisi: la compattezza del cemento in blocco contro le crepe interne in cui si intravedono rete, ruggine, grovigli di ferro, miracolosamente superstiti ad una deflagrazione naturale. Tutto ciò è fortemente visibile nelle ultime creazioni architettoniche di Ciaffaroni che privilegia la possibile monumentalità della scultura facendo coincidere “grandezza” e “leggerezza” attraverso materiali lungamente sperimentati, dove conquista intimamente lo spazio e la materia, evocando la “resistenza” dell’opera che simboleggia l’azione realizzatrice di un profondo desiderio di libertà da un lato, e dall’ altro di trasmettere un senso di solidarietà verso gli uomini, verso la natura, verso la vita.                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

 

Davide Perrella

Queste opere sono il frutto della grande passione di Davide  Perrella  per l’arte. Passione che si è nutrita di letture personali e soprattutto di ricerca inquieta di nuovi stimoli nell’osservazione attenta delle opere dell’arte contemporanea. Pur riconoscendone la fondamentale importanza, non ha completato l’iter scolastico per seguire più intimamente e personalmente la sua vocazione e il richiamo della magia dell’arte. Ma quell’abbandono precoce degli studi ha lasciato in lui una sorta di paura di lasciarsi andare che lotta con l’aspirazione a realizzare il progetto creativo della sua identità artistica ed è il conflitto generato da queste due forze, non sedato da una preparazione accademica pedissequa a dare alla sua pittura la tensione e la forza pulsionale che la caratterizza nel suo gettare coraggiosamente il colore sulla tela come materia da plasmare con i pennelli. Così  Il colore “sporca” la tela sporgendo da essa come un bassorilievo e si riversa sulle figure non definite e che non seguono i canoni classici anatomici,ma quelli della psiche rimossa che si svela nel sogno. E’ una pittura  da decifrare o solo da toccare con gli occhi, meticcia,contaminata  che   a tratti incuriosisce, a tratti imbarazza o sconcerta…che vuole lasciare a chi la guarda il compito di giudicarla e darle un nome.

 

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